Federer: “Fino a dodici anni ho giocato a calcio, ecco perché ho smesso…”

Federer: “Fino a dodici anni ho giocato a calcio, ecco perché ho smesso…”

Il fuoriclasse di Basilea spiega perché è diventato un tennista di successo…

di Redazione ITASportPress

Roger Federer non è solo un tennista, ma un modello di comportamento ed eleganza, oltre che di sportività, anche fuori dal campo. Un mito per generazioni di sportivi, appassionati di tennis e non, ma pure atleti di altre discipline, che hanno sempre ammirato, oltre alle qualità tecniche, la classe dello svizzero, la cui rivalità con Rafa Nadal ha infiammato l’ultimo decennio del tennis mondiale, ma sempre all’insegna del rispetto.

A quasi 37 anni il ritiro è sempre più vicino e allora il fuoriclasse di Basilea si è guardato indietro, raccontando il curioso motivo che lo ha spinto ad abbandonare il calcio, sport che ha praticato fino ai dodici anni, per dedicarsi definitivamente alla racchetta…:

“Ho sempre avuto una passione per ogni palla, non importava quale sport fosse. Alla fine scelsi di continuare a giocare a tennis perché avevo già molto più successo, ma anche perché nel tennis so che posso incolpare solo me stesso se non vinco o se sbaglio un punto, nel calcio invece puoi dare la colpa al portiere o a qualsiasi altro giocatore”.

Da notare, che non viene citato l’arbitro tra i possibili “colpevoli” di una sconfitta. Noblesse oblige…

“In più – ha aggiunto Federer – nel calcio ci vuole più tempo per arrivare a disputare i grandi eventi e lì ci sono tanti fattori da tenere in considerazione”.

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