Roland Garros, Cecchinato sta scrivendo una favola: Djokovic k.o. ed è semifinale

Roland Garros, Cecchinato sta scrivendo una favola: Djokovic k.o. ed è semifinale

Il 25enne di Palermo, numero 72 del ranking mondiale, ha raggiunto le semifinali del secondo Slam stagionale

di Redazione ITASportPress

Non è finita la favola di Marco Cecchinato al Roland Garros: il 25enne di Palermo, numero 72 del ranking mondiale, ha raggiunto le semifinali del secondo Slam stagionale, imitando l’impresa riuscita esattamente 40 anni fa a Corrado Barazzutti sui campi parigini. Dopo il primo titolo Atp conquistato a Budapest a fine aprile, il siciliano è dunque l’ottavo italiano nella storia a centrare una semifinale a livello Slam. Alla seconda presenza nel tabellone principale del torneo parigino (quinta complessiva nei Major), dopo aver messo in fila il rumeno Marius Copil (recuperando due set di svantaggio), l’argentino Marco Trungelliti, ripescato come lucky loser a seguito del forfait di Nick Kyrgios, lo spagnolo Pablo Carreno Busta, numero 11 del ranking mondiale e decima testa di serie, e il belga David Goffin, numero 9 Atp e ottavo favorito del seeding, Cecchinato ha sconfitto anche il serbo Novak Djokovic, numero 22 della classifica mondiale e 20esimo favorito del seeding: 63 76(4) 16 76(11) il punteggio con cui, dopo tre ore e 27 minuti, l’azzurro si è imposto sull’ex numero uno del mondo, vincitore qui nel 2016 (12 i titoli Slam nella sua bacheca) e finalista nel 2015, 2014 e 2012. “Ho cominciato in maniera aggressiva e dopo aver vinto il primo set ho iniziato a credere ancora di più nella possibilità di centrare l’impresa” – le prime parole a caldo del siciliano, che con questo risultato entrerà fra i primi trenta del mondo – “Il finale della partita è stato di grande intensità e ricco di emozioni. Sui match point Novak ha giocato in modo incredibile, prima con quella volée bloccata e poi con un diritto sulla riga ma io avevo fatto la cosa giusta, così come sulla risposta che mi ha dato il successo. Come mi sentivo? Mi batteva forte il cuore…”.
In semifinale Cecchinato – dopo l’ultimo punto scioltosi in un pianto di commozione – sfiderà l’austriaco Dominic Thiem, numero 8 della classifica mondiale e settima testa di serie, mai affrontato prima.

La cronaca. Il primo confronto diretto fra i due ha visto proprio Cecchinato avere due palle break consecutive subito nel secondo game, fronteggiate da altrettante prime di servizio del serbo. Ma il siciliano ha comunque “strappato” l’ex numero uno del mondo nel quarto game, salendo sul 4-1 e poi sul 5-2 senza concedere chance al rivale. Che al cambio campo si è fatto massaggiare nella parte destra di collo e spalla per un dolore, poi ha tenuto il suo turno accorciando sul 3-5. Però Marco non ha sentito il peso della pressione e ha fatto suo il primo set (63) in 35 minuti, aprendo e chiudendo il gioco con un ace da destra. Djokovic ha chiesto il medical time-out per un trattamento nella zona dolente ma tre suoi errori hanno consegnato il break in apertura a Cecchinato, che però poi dal 2-0 0-30 ha incassato un parziale di dodici punti consecutivi, con il serbo tornato a pieno regime e in grado di ribaltare tutto e salire 3-2. Sul 3-3, con classe ed esperienza, Nole ha tenuto un altro turno di battuta complicato, in cui si è trovato 15-40 dopo uno scambio che ha infiammato gli spettatori del “Suzanne Lenglen”. Sul 4-5 il giocatore di Palermo, in grado di tenere la diagonale a sinistra di rovescio con il più quotato avversario, non ha tremato, vincendo un paio di punti pesanti dopo schermaglie prolungate e sfruttando la prima di servizio, poi è stato palpitante l’undicesimo game, con un urlo di Djokovic che mancava da almeno un anno a caricarsi dopo uno scambio da cardiopalma. Sul 5-6 l’azzurro ha annullato tre set point facendo leva sulla combinazione servizio e diritto, portando l’esito della frazione al “jeu decisif”. Nel quale Cecchinato giocando in modo impeccabile è salito 3 a 1, si è fatto superare (3-4) sbagliando uno smash a rimbalzo ma poi non ha più sbagliato nulla chiudendo per 7 punti a 4. La terza partita si è aperta con tre break consecutivi, due dei quali messi a segno dal 31enne di Belgrado, il secondo però dopo che l’italiano ha mancato l’opportunità del 2-1 con una volée di rovescio messa in rete. Un leggero calo del siciliano e alcuni rovesci da applausi di Nole hanno fruttato il 4-1 “pesante”, prologo al 61 arrivato dopo una smorzata rimasta sulla racchetta a Marco (e 11 punti di fila del campione di Parigi 2016). L’azzurro ha iniziato la quarta frazione rimediando un penalty point per condotta antisportiva (è andato negli spogliatoi senza chiedere il permesso), situazione che lo stesso Djokovic non ha ben capito. Il servizio di Cecchinato ha perso un po’ di incisività e la conseguenza è un altro break, settimo gioco di fila perso (2 punti degli ultimi 23 l’eloquente parziale), con il serbo a scappare sul 3-0. Striscia negativa interrotta a quota otto dall’azzurro, costretto comunque a inseguire (1-4) mentre sugli spalti si sono aperti gli ombrelli. Con il sesto ace il palermitano ha accorciato sul 2-4, cancellando tre chance del 5-1, poi sul 3-5 ha strappato la battuta al campione di Belgrado (sul 30-0 a due punti dal set) recuperando il break con quattro punti di fila, l’ultimo con un diritto vincente. E con coraggio (schiaffo al volo di diritto) Marco ha riagganciato sul 5-5 Nole, che a sua volta con umiltà e tanto cuore ha sventato una palla break dopo uno scambio da 19 colpi. Così anche questo set ha richiesto il tie-break: Cecchinato è andato 3 a 0, è stato ripreso sul 3 a 3 (due palle dell’azzurro fuori di millimetri) e superato ma è stato a lui dopo uno scambio in apnea ad arrivare al match point (6 a 5), salvato da campione da Djokovic con una volée stoppata di rovescio. Con un’altra volée da applausi il serbo si è issato a set point, sciupato con un rovescio lungo (7 a 7), mentre la seconda palla set è stata cancellata da Marco (diritto al volo), la terza è volata via con un colpo steccato a metà campo da Nole, bravo poi a cancellare il secondo (10 a 9) e il terzo match point (11 a 10), ma non il quarto, con risposta di rovescio lungo linea vincente sul serve and volley dell’ex numero uno del mondo.

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