Tevez e Heinze sotto accusa per riciclaggio

Tevez e Heinze sotto accusa per riciclaggio

L’ex giocatore della Juventus e l’attuale allenatore del Velez nel mirino della magistratura argentina

di Redazione ITASportPress

Guai in vista per due vecchie conoscenze del calcio italiano. L’attaccante del Boca Juniors, Carlos Tevez (due stagioni alla Juventus) e l’allenatore del Velez, Gabriel Heinze (ex difensore della Roma), sono sospettati di riciclaggio. Il pm argentino Guillermo Marijuan ha affermato ai microfoni di “Radio La Red” che “molte persone, fra cui Tevez e Heinze, dovranno fornire delle spiegazioni”.

L’Apache, il 27 marzo 2012, ha depositato 550 mila dollari sul conto che fa capo alla società panamense Fromental Corp, legata alla banca svizzera Lombard Odier, oggetto di un’inchiesta per riciclaggio. E sempre sullo stesso conto c’é un deposito di 180 mila dollari fatto da Heinze, ex giocatore della Roma, il 16 gennaio 2012.

Boca Juniors: Tevez, primo saluto ai tifosi

L’agente di Tevez, Adrian Ruocco, ha difeso il proprio assistito sostenendo che quel trasferimento di fondi è stato causato da un errore tecnico.

Le autorità competenti stanno ancora analizzando la vicenda e in questo momento i movimenti bancari sospetti sono al vaglio degli inquirenti.

IL RITORNO DI TEVEZ AL BOCA JUNIORS – Cresciuto nel Boca, Tevez era andato via una prima volta nel 2004 (Corinthians, West Ham, Manchester United, Manchester City e Juve le tappe successive), poi un primo ritorno nel 2015 e quindi, lo scorso anno, la partenza per Shanghai. Ma in Cina non si è mai ambientato (appena 16 presenze e 4 gol), da qui il ritorno a casa per una nuova avventura alla Boca Juniors.

Inoltre è l’anno del Mondiale e Tevez non esclude di far parte della spedizione che andrà in Russia. “Per uno della mia età sarebbe bellissimo giocare la Coppa del Mondo, sarebbe un po’ una consacrazione”, ha detto recentemente Tevez, che dovrà fare i conti, dunque, anche con grane giudiziarie.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy