Catania, Lo Monaco: “Sentenza del Tar di gravità inenarrabile. Andremo al Consiglio di Stato”

Catania, Lo Monaco: “Sentenza del Tar di gravità inenarrabile. Andremo al Consiglio di Stato”

L’ad dei rossarruzzi reagisce con forza al nuovo colpo di scena della giustizia amministrativa sul ‘caos ripescaggi’

di Redazione ITASportPress

Ancora un no sulla strada del Catania, e del Siena, nella battaglia verso il ripescaggio in Serie B. Questa volta il pronunciamento negativo è venuto dal Tar del Lazio.

La motivazione ha però fatto ulteriormente infuriare la società rossazzurra, a cui è stata mossa l’accusa di non aver impugnato la sentenza del Tribunale Federale Nazionale del 28 settembre scorso inerente il format del campionato di Serie B. Fatto non vero, come ribadito da un allibito Pietro Lo Monaco, direttore generale del Catania, che ha parlato a GianlucaDiMarzio.com:

‘BUFFONATA’ – “Io non ho più veramente parole, da ultimo la sentenza di oggi rappresenta un qualcosa di vergognoso, di inenarrabile, di indicibile. Questi hanno scambiato la posizione del Siena con quella del Catania, che ha seguito correttamente tutto l’iter. La pronuncia di ‘improcedibilità del ricorso’ o è un errore clamoroso o denota un altro fatto, gravissimo, che in tutta questa storia ci sia sotto un qualcosa di davvero pesante. Cioè questi signori hanno asserito il falso, hanno pronunciato una sentenza che non corrisponde alla realtà dei fatti perché il Catania ha seguito correttamente tutto l’iter processuale impugnando la sentenza del Tribunale Federale Nazionale. Pur di prendere tempo, pur di dilatare ulteriormente il tutto hanno asserito il falso. Noi il 2 ottobre l’abbiamo impugnata! Siamo al di là della legalità”.

CONSIGLIO DI STATO – Lo Monaco ha poi spiegato i prossimi passi del club: “Il Catania ora ricorrerà d’urgenza al Consiglio di Stato, perché qui ci sono dietro cose losche che debbono venire alla luce. Quello a cui stiamo assistendo è di una vergogna senza precedenti. Questi signori stanno facendo un danno enorme, inquantificabile, alle società coinvolte e al sistema calcio in generale, la cui credibilità è ormai frantumata agli occhi degli italiani”.

‘FRATTINI HA LE SUE COLPE’ – Il dirigente ne ha pure per il presidente del Collegio del Coni Frattini: “Andrà a finire a tarallucci e vino, gli è stato permesso di tutto. D’altronde, non si potrebbero recuperare cinque-sei partite per squadra. L’obiettivo era chiaro e tutti hanno concorso affinché si realizzasse. Anche Frattini, che può dire tutto quello che vuole, ma è pur sempre colui il quale ha deciso di rinviare una sentenza (quella del Collegio di Garanzia del Coni) di ben 28 giorni! E’ partito tutto da lì, per arrivare poi all’inverosimile. Un giudice che dinanzi ad un’istanza di ricusazione per vincoli parentali in palese conflitto d’interesse, anziché, per coscienza, decidere di fare un passo indietro, si permette quasi di aggredire l’avvocato che aveva formulato richiesta siffatta”.

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