Chelsea, un privato stoppa il nuovo Stamford Bridge: “Toglie luce a casa mia”

Chelsea, un privato stoppa il nuovo Stamford Bridge: “Toglie luce a casa mia”

L’ambizioso piano di Abramovich di ampliare lo stadio sbatte contro il ricorso in tribunale di Nicolas Crosthwaite

di Redazione ITASportPress

La permanenza di Antonio Conte sulla panchina del Chelsea è in discussione a dispetto di un contratto in essere fino al 2019. I contrasti con Roman Abramovich per la gestione del mercato potrebbero fare la differenza e spingere l’oligarca russo a provare ad imitare la Juventus, corteggiando Max Allegri per portarlo allo Stamford Bridge. Anzi, al nuovo Stamford Bridge, perché il patron dei blues ha deciso che per moltiplicare i ricavi è arrivato il momento di aumentare la capienza di un impianto da 45.000 posti.

Il progetto prevede la spesa di un miliardi di sterline per arrivare a 70.000 posti e arricchire il contorno di ristoranti, alberghi e negozi di ogni tipo. Sai quanti campioni verrebbero così. Il tutto è però sottoposto alla volontà di un… inglese qualunque, inteso come un normale cittadino. Il nome che rischia di entrare nella storia del club e del calcio inglese è quello di Nicolas Crosthwaite, la cui cassa sorge da 50 anni di fianco a Stamford Bridge.

Abbastanza vicino per convincere Mr. Nicolas, come si legge su La Repubblica, a fare ricorso al tribunale sostenendo che il colosso di Abramovich avrebbe tolto la luce alla propria casa. Ora è tutto sospeso, perché non è bastato né il piano di convincimento del patron del Chelsea basato sul fatto che la costruzione aumenterebbe l’indotto di tutta la zona, né la proposta di Abramovich di pagare a Crosthwaite le spese legali e aggiungervi pure una lauta compensazione. Tutto si compra, tranne la luce in casa propria.

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