Albania, De Biasi: “Ho subito imposto una dieta. Juventus, puoi arrivare in finale di Champions League. Serie A? Campionato sotto ritmo”

Albania, De Biasi: “Ho subito imposto una dieta. Juventus, puoi arrivare in finale di Champions League. Serie A? Campionato sotto ritmo”

Affrontare l’Italia avrà un sapore particolare per me, ma ormai sono navigato”

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Gianni De Biasi, commissario tecnico dell’Albania, si confida a Goal.com: “Quando sono arrivato in Albania ho trovato una soluzione complicata, sia dal punto di vista logistico che di squadra. Tanti giocatori erano esperti e si avviavano verso fine carriera, c’era in atto un ricambio generazionale e all’inizio non è stato semplice. Dovevamo rifondare, ricostruire e dovevamo farlo velocemente perché le qualificazioni per Brasile 2014 incombevano. Abbiamo cercato di dare un’organizzazione generale, di ottimizzare i tempi, di curare i particolari, come imporre una dieta adatta o cominciare a studiare gli avversari prima della gara. Siamo sempre stati convinti che, se conosci, parti avvantaggiato, per questo oggi i nostri calciatori ricevono video particolareggiati sul loro avversario diretto prima della partitaAbbiamo fatto un ottimo lavoro. E quando uso il plurale intendo lo staff tecnico, i giocatori, ma anche la Federazione. Credo che i risultati si ottengano solo lavorando tutti uniti e in un’unica direzione e questo è quello che è successo in Albania da quando siamo arrivati nel 2011. Non a caso, al di là dell’Europeo, per la prima volta anche una squadra di club albanese si è qualificata per una competizione internazionale (il Partizani Tirana in Europa League, ndr), a conferma della crescita di tutto il movimento. E di questo, ovviamente, siamo orgogliosi”.

EUROPEO – “Dispiace per come sia andata perché alla fine siamo usciti alla fase a gironi con gli stessi punti della squadra che poi ha vinto gli Europei. E dispiace ancor di più perché abbiamo perso due partite in maniera immeritata, perché sia contro la Svizzera che contro la Francia non siamo stati inferiori ai nostri avversari, anzi, per alcuni tratti abbiamo anche giocato meglio. Ma il calcio è questo…”.

ITALIA – Affrontare l’Italia avrà un sapore particolare per me, ma ormai sono navigato. L’Italia che sta nascendo mi piace tantissimo: ammiro Ventura, un grande allenatore e trovo intrigante il suo progetto. Ci sono tanti ragazzi giovani e di grande prospettiva che stanno facendo molto bene. Non penso solo a Belotti, ma anche ad Immobile, Insigne e molti altri. Ho visto la gara contro la Germania e gli azzurri mi hanno impressionato: al di là che i tedeschi fossero in formazione sperimentale, anche l’Italia lo era e ha fatto comunque molto bene. Credo che da italiani dovremmo apprezzare e sostenere questo nuovo corso, invece come al solito tutto sarà giudicato in base al risultato”.

JUVENTUS –  “Secondo me può arrivare fino in fondo in Champions League, ma speriamo che sia solo io a pensarlo, perché l’ultima volta che nessuno ci credeva Allegri l’ha portata in finale… Se recupera i giocatori importanti e arriva a marzo al top, per me la Juventus è una delle candidate alla vittoria finale, perché ha esperienza, perché nessuno può contare su una difesa così forte e perché è duttile tatticamente, una caratteristica che poche squadre europee hanno. Allegri può cambiare disposizione tattica a seconda dell’avversario o addirittura a partita in corso per sorprendere gli avversari. In questo è bravissimo, non c’è che dire”.

SERIE A – “Ho visto qualche partita del campionato italiano, ma la sensazione che ho avuto è che si giochi sempre sotto ritmo. In tutti gli altri campionati c’è ben altra intensità e infatti quando giochiamo le coppe gli avversari vanno il doppio e noi siamo costretti a rincorrere. E’ questo il nostro principale difetto, quello che poi ci impedisce di arrivare fino in fondo nelle competizioni europee”.

TORINO – Sono felicissimo dei risultato del Torino e sono contento che, dopo un po’ di praticantato, Cairo abbia capito che dare continuità al progetto è fondamentale. Lo ha fatto con Ventura e spero che lo faccia anche con Mihajlovic, che sta dimostrando di meritarlo. Mi piace anche la filosofia di puntare sui giovani e su giocatori con grande voglia di emergere e di lottare: penso a Belotti, ovviamente, ma anche a Baselli, Barreca, Zappacosta e Iago Falque. Poi c’è Ljajic, che è fortissimo e che con Mihajlovic rende come con nessun altro. Ci sono davvero tutte le condizioni per sognare in grande”.

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