Fiorentina, l’ex Joaquin: “Ricordi indelebili, ma quanta tattica in Italia…”

Fiorentina, l’ex Joaquin: “Ricordi indelebili, ma quanta tattica in Italia…”

L’esterno spagnolo del Betis, rinato dopo la scelta di tornare a casa, ricorda il biennio in viola

di Redazione ITASportPress

A luglio compirà 37 anni, ma è pronto a continuare a giocare ancora per almeno un paio di stagioni e non solo perché il contratto gli scadrà il 30 giugno 2020.

C’era una volta la leggenda che Joaquin Sanchez Rodriguez era un giocatore fragile e soggetto a infortuni frequenti, per questo destinato a dire addio al calcio in età relativamente giovane.

Il ritorno al Betis, il club che lo ha fatto grande, è stato invece il toccasana della carriera dell’ex Fiorentina, capitano e leader dei biancoverdi andalusi.

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Joaquin ha spiegato i “segreti” della propria longevità: “Con l’esperienza che ho accumulato oggi avrei gestito meglio gli anni della gioventù, quando pensi e ti controlli meno, soprattutto a livello fisico, e sei più impulsivo. Però va bene così. Ho vissuto in maniera loca e mi sono divertito da morire, ma adesso ho capito che ci vogliono sacrificio e applicazione. Comunque non ho rimpianti: forse avrei potuto avere una carriera migliore, ma ho sempre fatte scelte improntate alla ricerca della felicità e sono ancora qui dopo 19 anni, non mi lamento”

L’esperienza alla Fiorentina è stata l’unica fuori dalla Spagna per Joaquin: “Dell’Italia ho ricordi meravigliosi. Io ero titubante, perché non ero mai uscito dalla Spagna e sono un tipo con radici forti, soprattutto qui in Andalusia. E infatti il primo anno ho sofferto, ma poi ho preso casa in centro a Firenze, vicino a Ponte Vecchio, e la mia vita è cambiata”.

Alla base dell’addio, però, oltre alla volontà di tornare a casa, c’è stato pure qualche motivo tattico:
“Il calcio in Italia è diverso rispetto alla Spagna, più lento e controllato, meno diretto. Al primo posto lì c’è la tattica, qui la tecnica. Si fa fatica a far gol, bisogna muoversi in maniera differente. Ricordo che a fine novembre del secondo anno Montella mi chiese di fare tutta la fascia: per uno cresciuto all’ala guardare indietro era nuovo, la linea di metà campo mi pareva una frontiera ostile, invalicabile. Non ero mai tornato in vita mia, non avevo mai difeso”.

Joaquin sta dei social

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