Italia, Mancini: “Seguivamo da tempo Grifo e Tonali. Balotelli e Belotti? Non ho bocciato nessuno”

Italia, Mancini: “Seguivamo da tempo Grifo e Tonali. Balotelli e Belotti? Non ho bocciato nessuno”

Il ct azzurro ha parlato da Coverciano in apertura dell’ultimo raduno del 2018

di Redazione ITASportPress

Ultime fatiche del 2018 per la Nazionale italiana. Il malinconico anno che ha visto gli Azzurri impegnati solo in gare amichevoli, Nations League a parte, vista la mancata qualificazione al Mondiale, sta per andare in archivio.

Prima di tuffarsi nel 2019, che vedrà l’inizio delle qualificazioni all’Europeo itinerante del 202o, c’è da concludere il percorso in Nations League, sabato 17 alle 20.45 a Milano contro il Portogallo, prima dell’amichevole di martedì 20 a Genk contro gli Stati Uniti, altra esclusa eccellente da Russia 2018.

Scongiurato il pericolo retrocessione grazie al successo in extremis in Polonia, l’Italia proverà a battere i campioni d’Europa, ancora privi di Cristiano Ronaldo non convocato, per coltivare le residue, ma remote, possibilità di vincere il girone e volare alla Final Four del prossimo giugno.

Roberto Mancini ha stupito ancora una volta tutti nelle convocazioni: fuori Balotelli e Belotti, spazio a tre nuovi esordienti, Stefano Sensi del Sassuolo, Sandro Tonali del Brescia e l’italo-tedesco Vincenzo Grifo dell’Hoffenheim.

Il ct azzurro ha parlato di questi e altri temi nella conferenza stampa di inizio raduno.

‘STRADA TRACCIATA’ – “Vogliamo continuare sulla strada intrapresa in Polonia e già avviata in amichevole contro l’Ucraina, dove avevamo giocato bene ed eravamo stati propositivi, ma c’è ancora da migliorare: prima di segnare abbiamo rischiato di subire gol in contropiede dopo aver dominato e questo non deve succedere. Speranze di vincere il girone di Nations League? Ci proviamo, dobbiamo battere il Portogallo e poi sperare che la Polonia non perda, ma è difficile perché non dipende solo da noi”.

‘NESSUN BOCCIATO’ – Tiene banco il tema delle mancate convocazioni di Balotelli e Belotti e anche di El Shaarawy, protagonista nell’ultimo turno di campionato: “Non c’è nessun bocciato, né chi non è qui adesso, né chi era con noi in passato e adesso non c’è, come El Shaarawy, e neppure chi non è mai stato convocato. Semplicemente abbiamo voluto convocare chi non conoscevamo. Belotti può fare molto di più di quanto sta facendo, può tornare ad essere il giocatore di due anni fa”.

ESORDIENTI E… OMONIMO – A proposito di chi c’è, una carrellata sui tre debuttanti e pure su un… omonimo illustre, il difensore-goleador dell’Atalanta Gianluca Mancini: “Grifo aveva già fatto parte dell’Under 19 e dell’Under 21, Evani me ne ha parlato benissimo, è un’ala che può giocare a destra e a sinistra e volevamo vederlo. Sensi ha qualità tecniche, ha caratteristiche simili agli altri centrocampisti e può essere una buona alternativa. Tonali l’ho seguito da vicino all’Europeo Under 19, è molto forte. Li conosceremo tutti meglio. Mancini? Esiste anche l’Under 21, non possiamo rubarli tutti a Di Biagio…”.

UN ANNO DOPO – Il 13 novembre sarà passato un anno dal disastro di Italia-Svezia…: “L’Italia non è guarita, perché non era mai stata malata. Purtroppo è successo quello che sappiamo e adesso dobbiamo ripartire. San Siro risponde sempre presente, proveremo a ripagare i tifosi con una buona partita”.

CASO MOURINHO – Tiene banco la polemica legata alla reazione del tecnico del Manchester United agli insulti dei tifosi della Juventus: “Purtroppo in Italia ci si comporta male, all’estero questa cosa non succede – ha detto Mancini – Fermarsi come dice Ancelotti? Potrebbe essere un’idea e comunque non mi sembra che Mourinho abbia fatto nulla di clamoroso…”.

VENTURA – Poche parole sulle dimissioni a sorpresa dell’ex ct azzurro dalla panchina del Chievo: “Non posso commentare la scelta di Ventura perché non conosco la situazione, ma mi dispiace perché speravo che potesse essere l’occasione per rilanciarsi”.

‘BRAVO ALLEGRI’ – In chiusura i complimenti ad Allegri per la Panchina d’Oro: “Allegri vince ogni anno lo scudetto, il premio è meritatissimo. La Juventus può vincere la Champions, insieme a Barcellona e Bayern Monaco è la favorita e ci metto anche il Real Madrid, ma si deciderà tutto in primavera in base a come staranno le squadre”.

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