Juventus, Higuain: “Quando arrivi qui dici ‘c***o!’. Napoli? Non ho esultato perché…”

Juventus, Higuain: “Quando arrivi qui dici ‘c***o!’. Napoli? Non ho esultato perché…”

“Con 36 goal in 35 partite l’anno scorso ho abituato male tutti e adesso se non segno per quattro partite è un macello”

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Lunga intervista rilasciata da Gonzalo Higuain, attaccante argentino della Juventus, a Il Corriere della Sera. Ecco quanto dichiarato dal Pipita: “Le critiche? Dicono tante cose, poi fai goal e passa tutto. I goal, come mi disse una volta van Nistelrooy, sono come il ketchup: ci provi e non arrivano, ma quando arrivano lo fanno tutti insieme. Non sono perfetto e cerco di migliorare ogni giorno. Quando lascerò il calcio vorrei essere ricordato per quello che ho fatto”.

CHAPECOENSE – “E’ terribile quello che è successo alla Chapecoense, il nostro pensiero va alle famiglie colpite e ai superstiti. E’ caduto l’aereo che abbiamo usato noi di recente con la nazionale argentina per andare in Colombia”.

RETROSCENA – “A 13 anni dissi in tv che sognavo di giocare nel Real Madrid. Quello era il sogno di tutti, io l’ho realizzato grazie alla forza mentale che ho e che mi ha fatto arrivare fin qui”.

OBIETTIVI – “Sogno di vincere tanti trofei con la Juventus per la fiducia che ha avuto in me: voglio ricambiare con tanti goal e vittorie. Se perdiamo lo scudetto è perché abbiamo fatto male. È semplice. Per fare bene in Champions League dobbiamo migliorare tanto nel modo di giocare, perché abbiamo calciatori fortissimi per poterlo fare. E dobbiamo scendere in campo sempre con l’atteggiamento giusto. Al contrario di quello che abbiamo fatto col Genoa. Una squadra come la Juventus non può prendere tre goal in mezz’ora. Questo è sicuro. L’Atalanta è in un gran momento. Verrà a fare una grande partita. Ma vincere dipende solo da noi”.

VITA PRIVATA – “Non sono fidanzato, come persona vorrei formare una famiglia e trovare la moglie giusta. E diventare ogni giorno una persona migliore”.  

JUVENTUS – “Pjanic dopo pochi giorni di Juventus ha detto di aver ‘capito perché qui si vince sempre’. È vero. Da fuori dici sono forti, hanno fatto 25 vittorie di fila, eccetera. Poi arrivi qui e dici: cazzo! Ci sono giocatori che hanno vinto tanto, eppure ancora hanno questa fame di vincere ancora. È una cosa che ti contagia e ti dà la voglia di migliorare ancora. Vedere Buffon o Barzagli dare tutto per il calcio fa la differenza: è questa la mentalità che ti porta lontano. Sono arrivato in una squadra dove compagni, allenatore e modulo per me sono nuovi e sta andando come immaginavo: ho segnato e giocato quasi sempre. E quando mi è toccato andare in panchina, sono andato in panchina. Sono decisioni dell’allenatore e devo fare gruppo e avere l’umiltà di capire. In ogni caso, siamo l’unica squadra d’Europa prima in campionato e in Champions League: non mi sembra poco”.

NAPOLI – “Perché non ho esultato per il goal segnato al Napoli? Sono stato educato in un certo modo e avevo già deciso prima della partita di reagire così. Non vuol dire che non volevo vincere. Però sono un uomo che non dimentica quello che ha fatto e quello che ha ricevuto. E a Napoli mi hanno dato tantissimo e mi hanno fatto crescere. È stato un segno di ringraziamento alla squadra, all’allenatore, ai tifosi. Dopo la partita ho esultato con quelli della Juvetus, perché lo meritano anche loro per il rispetto e l’amore che mi stanno dando”.

MARCATORI – “Dzeko e Icardi sono in fuga nella classifica cannonieri? Se non li riprendo non succede nulla. L’importante è vincere il campionato, sono qui per questo. Poi se faccio tanti goal, è molto meglio. Ma per fortuna ho superato il record di 35 reti, che resisteva da 50 anni”. 

BUGIE – “Non vado in giro con la scorta. Dirlo è una cosa che non ha fondamento, una mancanza di rispetto totale. Mai avuta una scorta nella mia vita e mai ce l’avrò, ma le bugie hanno le gambe corte. Come non è vero delle minacce: mai ricevute”.

ALLEGRI – “Il rapporto con Allegri è tranquillo, ci stiamo conoscendo e c’è grande rispetto”.

ARTE – “Mia madre è una pittrice: dipinge quadri, soprattutto astratti. Siamo 4 fratelli, non sono il suo preferito, però da quando ho avuto la meningite il rapporto con mia madre è speciale. È lei che mi ha preso in mano e mi ha portato in ospedale: è merito suo se ora sono qui. Che parlino bene o parlino male di me, l’importante è che se ne parli, mi ripete. Poi mi dice anche che con 36 goal in 35 partite l’anno scorso ho abituato male tutti e adesso se non segno per quattro partite è un macello. Ma tutto questo alla fine mi fa bene. È un motivo per dare ancora di più”.

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