L’arbitro del ‘Mineirazo’ diventa allenatore: “Voglio una panchina in Liga”

L’arbitro del ‘Mineirazo’ diventa allenatore: “Voglio una panchina in Liga”

La storia del messicano Marco Antonio Rodriguez, che ha lasciato il fischietto nel 2014 e ora è pronto per iniziare la carriera dei propri sogni

di Redazione ITASportPress

Da una semifinale Mondiale, anzi una delle semifinali destinate a restare nella storia della manifestazione, vissuta come arbitro, all’ambizione di diventare allenatore. E di puntare direttamente ad una panchina del massimo campionato spagnolo.

Questa la curiosa e pressoché unica storia del messicano Marco Antonio Rodriguez, arbitro internazionale di buon livello che ha toccato l’apice della propria carriera l’8 luglio 2014, dirigendo la semifinale del Mondiale brasiliano tra la Germania e i padroni di casa, passata alla storia come il ‘Mineirazo’ e vinta 7-1 dai tedeschi futuri campioni, peraltro dopo aver arbitrato sempre durante quel Mondiale la gara che costò l’eliminazione all’Italia contro l’Uruguay, quella del morso di Suarez a Chiellini. Fu, quella semifinale, l’ultima volta nei panni di arbitro per Rodriguez, che già il 16 luglio annunciò il ritiro dall’attività, pur potendo aspirare a prendere parte al quarto Mondiale della carriera, quello di Russia. Da quel giorno il classe ’73 non scelse di dedicarsi alla propria attività, bensì di studiare per realizzare il proprio sogno più grande, quello di diventare allenatore di calcio.

“Ho fatto tre Mondiali e diretto 600 partite di campionato, ma quel giorno ho chiuso con l’arbitraggio. Già quando ero arbitro ho studiato per diventare direttore tecnico presso la Federazione messicana – ha detto Rodriguez in un’intervista a Marca, nella quale spiega di essere già in possesso dell’abilitazione per iniziare l’attività – Ora seguo il Master in Spagna per ottenere l’abilitazione presso la Federazione e aspetto qualche proposta…”.

So di attirarmi delle critiche, ma penso di avere le qualità per fare questo mestiere. Il mio sogno è quello di arrivare ad una panchina di prima o seconda divisione spagnola” ha proseguito Rodriguez, conosciuto in patria come ‘Chiquidrácula’ per la sua somiglianza con il famoso Conte, prima di esprimere un concetto originale e significativo. Le critiche ricevute durante la lunga esperienza arbitrale potrebbero fortificarlo in vista della nuova carriera: “Un arbitro che dirige partite di alto livello deve affrontare una vasta gamma di situazioni complicate e prendere decisioni difficili: quel bagaglio di esperienza mi sarà molto utile”.

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