PAOK, le scuse del presidente: “Volevo proteggere i tifosi”

PAOK, le scuse del presidente: “Volevo proteggere i tifosi”

Parla Ivan Savvidis, dopo il mandato d’arresto subito per essere sceso in campo con una pistola per protestare contro un gol annullato

di Redazione ITASportPress

La sua immagine con la pistola nascosta nella fondina dietro la schiena ha fatto il giro del mondo e provocato già diverse conseguenze: la sospensione del campionato greco, un mandato d’arresto e la minaccia della FIFA di sospendere la Grecia dalle manifestazioni internazionali.

Ora però per Ivan Savvidis è arrivato il momento di parlare. E di provare a giustificarsi. Il presidente del PAOK Salonicco, entrato in campo appunto armato di una pistola nel finale della gara contro l’AEK per chiedere ai propri giocatori di abbandonare il campo dopo un goal annullato, ha scritto una lettera per “spiegarsi”:

“Mi scuso per quello che è successo, con tutti i fans del PAOK, i tifosi in Grecia e nel resto del mondo. È chiaro non avevo diritto di scendere in campo in quel modo. La mia reazione emotiva si deve alla situazione negativa che regna nel calcio greco ultimamente e a tutti gli eventi inammissibili avvenuti poco prima della fine della partita tra PAOK e AEK”.

Poi, il tentativo di giustificarsi entra nel vivo: “Il mio comportamento era attuo a proteggere decine di migliaia di fans del PAOK evitando provocazioni, scontri o possibili vittime umane: non ho minacciato nessuno, non volevo interferire con la squadra avversaria o con gli arbitri. Credetemi. Sfortunatamente, io, la mia famiglia e i colleghi siamo ostaggio di un calcio malato. Sto combattendo e continuerò a combattere nonostante gli attacchi ricevuti. Spero di vedere arbitri onorevoli in tutte le partite, in modo che i tifosi siano vinti negli stadi e non nelle aule di tribunale. Ancora una volta mi scuso”.

PAOK-AEK, la follia di Ivan Savvidis

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