Rio Ferdinand: “La mia amicizia con Lampard rotta dall’ossessione della vittoria”

Rio Ferdinand: “La mia amicizia con Lampard rotta dall’ossessione della vittoria”

Il racconto dell’ex difensore del Manchester United, cresciuto insieme all’ex bandiera del Chelsea al West Ham

di Redazione ITASportPress

Il calcio sa offrire storie di amicizie uniche e commoventi.

Giocatori che crescono insieme e diventano inseparabili grazie a esperienze sportive e di vita condivise che permettono di superare momenti difficili o emozionarsi insieme per traguardi raggiunti, fino a non perdersi di vista neppure a carriera finita.

È questo, o meglio era, il caso di Rio Ferdinand e Frank Lampard. Due dei calciatori più forti della storia recente del calcio inglese hanno vissuto come gemelli fino al momento dell’addio al West Ham, club nel quale sono cresciuti. Poi, le strade si sono divise: Frank al Chelsea e Rio al Manchester United.

Rivalità storica, tale da ripercuotersi anche a livello personale, come raccontato da Ferdinand al Sun: “Abbiamo fatto parte di quella chiamata ‘Generazione d’oro’, tutti si aspettavano che vincessimo qualcosa con la Nazionale. Il nostro errore è stato quello di non riuscire a separare il calcio internazionale dalle vicende dei club. Tra i 16 e i 21 anni io e Frank abbiamo fatto tutto insieme, ma quando cambiammo squadra smettemmo di parlarci, senza preavviso. Non ci odiamo, né tutto questo avvenne perché lui andò al Chelsea: semplicemente lui stava mettendo le mani su un trofeo che avevo sempre sognato (la Champions del 2008, nella finale di Mosca proprio tra United e Chelsea, vinta ai rigori dai Red Devils, ndr). La mia era un’ossessione di vittoria e quanto questo possa influire sulle relazioni personali è incredibile, quasi folle”.

Ferdinand ha scritto un capitolo della propria biografia su Lampard, fatto che ha quantomeno permesso il riavvicinamento: “Quel capitolo lo scrissi a fine carriera. Lo mandai a Frank per chiedergli se potevo aggiungerlo al libro e lui mi rispose che se avesse scritto un capitolo su di me avrebbe usato esattamente le stesse parole. Oggi ci parliamo, Frank è stato al mio compleanno l’altro giorno”.

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