Sampdoria, l’ex Flachi: “Contento di non subire più la pressione insostenibile del derby”

Sampdoria, l’ex Flachi: “Contento di non subire più la pressione insostenibile del derby”

“L’aria che si respira in città, e in modo particolare in campo, è esaltante”

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Francesco Flachi, ex attaccante della Sampdoria, a Sampdorianews.net ha voluto analizzare il momento dei blucerchiati in vista del derby col Genoa: “I 90 minuti contro il Pescara ci hanno raccontato un po’ di tutto. Di come la Sampdoria avrebbe potuto vincere, soprattutto in virtù del forcing finale, con la traversa scheggiata da Torreira e il salvataggio effettuato sulla linea da Brugman. Ma anche di come avrebbe potuto perdere se Caprari avesse superato Viviano su rigore. In definitiva, parafrasando e modificando un famoso proverbio, teniamoci questo bicchiere mezzo pieno piuttosto che uno completamente vuoto. Ora tutto è in mano ai giocatori. Spero e credo che si siano parlati e abbiano focalizzato che dopo il derby la Sampdoria sarà impegnata contro Juventus, Inter, Fiorentina e Sassuolo. La partita contro il Genoa diventa quindi fondamentale, anche e soprattutto per cosa il derby scatena in un giocatore. Una vittoria è in grado di moltiplicare le forze e far prendere, in alcuni casi anche quasi magicamente, la sicurezza nei propri mezzi. E questo è maggiormente vero quando si parla del derby di Genova. Per dare l’idea dell’impatto pressante che questa partita rappresenta posso dire che l’aria che si respira in città, e in modo particolare in campo, è esaltante e la rimpiango enormemente. Ma la pressione psicologica è inenarrabile, tanto che alcune volte sono per assurdo contento di non subirla più come giocatore, tanto sia insostenibile. Spero che la Sampdoria possa disputare un gran derby, ma non tanto per l’attuale situazione di classifica, quanto per quello che questo significherebbe nell’affrontare le giornate successive. Sarebbe spiacevole se si dovesse arrivare ad interrompere quanto Giampaolo sta costruendo, anche perché i deficit della squadra blucerchiata sono legati fondamentalmente ad aspetti mentali, psicologici, alla carenza di goal e ad innegabili ingenuità, superabili giocando ancora allo stesso modo. L’allenatore ha dato un’identità alla squadra e non sarebbe facile per i giocatori adattarsi nel corso del campionato ad un gioco diverso da quello che sta impostando ora Giampaolo. Contro il Genoa, in questo momento molto determinato, sarà una battaglia della quale è impossibile pronosticare un risultato, perché un derby dipende da 1000 fattori, e quello della Lanterna da… 1001”. 

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