Sampdoria, Osti: “Possiamo diventare la nuova Atalanta. Che dolore la retrocessione a Bergamo da dirigente”

Sampdoria, Osti: “Possiamo diventare la nuova Atalanta. Che dolore la retrocessione a Bergamo da dirigente”

Il direttore sportivo dei blucerchiati ha parlato alla vigilia della sfida da ex contro i neroblu, di cui è stato giocatore e dirigente

di Redazione ITASportPress

Veneto di nascita, i più bei ricordi nel calcio Carlo Osti li ha legati ad altre piazze. Atalanta e Juventus da calciatore, la stessa Dea, ma soprattutto la Sampdoria come dirigente.

Il direttore sportivo dei blucerchiati ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport proprio alla vigilia della sfida tra i neroblu e la Sampdoria, provando ad azzardare qualche parallelo tra le due società: “Sarà una partita spettacolare e combattuta, si affrontano due squadre che cercano di giocare sempre in modo propositivo. La mia speranza è che la Sampdoria diventi la nuova Atalanta, ripetendo i risultati ottenuti da Gasperini e dalla società che ha fatto un ottimo lavoro. In ogni caso entrambe possono trovare una loro dimensione dietro le prime sei”.

Parallelo che prosegue a livello di allenatori e presidenti: “Gasperini e Giampaolo sono molto preparati, ma hanno caratteristiche diverse: il primo fa un calcio molto moderno con concetti antichi, Giampaolo è un esteta, un perfezionista, che cura ogni dettaglio. Ma Atalanta e Sampdoria hanno anche due grandi presidenti: Percassi ha saputo ricreare l’orgoglio e il senso di appartenenza del popolo bergamasco, Ferrero ha capito che il calcio stava cambiando rapidamente e che bisogna adattarsi a una nuova mentalità, perché una società deve tenere i conti in ordine e la squadra va cambiata e rinnovata ogni anno, puntando anche sulle strutture. Proprio come ha fatto Percassi”

L’esperienza all’Atalanta, da giocatore e da dirigente, è però passata anche per alcuni momenti amari: “L’anno della promozione ho giocato poco perché mi ero rotto i legamenti, ma sono tornato a febbraio, in tempo per lo sprint finale, ma non per la partita contro il Malines: ero in panchina, sarebbe stato bello giocare una gara che che resterà unica nella storia nerazzurra. Da dirigente ho portato a Bergamo giocatori come Floccari, Padoin e Peluso, ma la retrocessione del 2010 è una ferita aperta, purtroppo abbiamo avuto problemi a tutti i livelli, in panchina, in campo e in società.

Infine la top four degli acquisti da dirigente della Sampdoria: “Dico Quagliarella, Torreira, Skriniar, Schick”.

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