Siracusa, l’ex dg Giuliano: “E’ il momento di dire la verità. Nel 2012 sbagliai a non scendere dal carro perdente”

Siracusa, l’ex dg Giuliano: “E’ il momento di dire la verità. Nel 2012 sbagliai a non scendere dal carro perdente”

Il club azzurro nel 2012 perse gli spareggi per la promozione in B con il Lanciano e poi sparì

di Redazione ITASportPress
E’ arrivato il momento di fare chiarezza sul passato recente del Siracusa. Anni difficili che non ebbero un lieto fino visto che il sodalizio aretuseo nel 2012 non si iscrisse al campionato e ripartì poi dai dilettanti. L’ex Dg Paolo Giuliano in una lettera aperta spiega come andarono realmente le cose. “In tanti anni di militanza sono sempre stato un passo indietro, mai mi sono sognato di mettere in evidenza il mio contributo alla causa, sempre disinteressato e mai retribuito, fatto anche di sponsorizzazioni importanti, relazioni e lavoro professionale. E ciò a partire da quando nel 2005, con il collega Michele Mauceri, ci siamo presi in carico il Siracusa dalla famiglia Lanza, senza alcun paracadute, senza sapere se ci fosse qualcuno disposto a proseguire, lavorando tutti i giorni, anche quelli festivi per trovare un lieto fine mai scontato, fino alla maledetta estate del 2012, in cui restai praticamente solo a fronteggiare (anche e soprattutto con la stampa, mettendoci faccia e voce…) una situazione improvvisa anche per me. Per trenta giorni almeno dovetti tralasciare ogni cosa (in primis famiglia e lavoro) dedicandomi quotidianamente a disturbare tutti (imprenditori, ministri, deputati, a.d. di banche locali e nazionali, più di un a.d./presidente di società di serie A…) per tentare l’iscrizione al campionato successivo. Sopportando anche l’inutile compagnia di chi tentava falsamente di aiutarmi, le battute di amici (mica tanto poi) che mi dicevano “ma chi te lo fa fare? Vattene e a lavorare che è meglio…”, la clamorosa presa in giro di Rinaldo Sagramola (all’epoca ad in pectore di Sampdoria, reduce dal Palermo) che anziché remare pro Siracusa, come promesso in presenza di persone più importanti del sottoscritto, remava pro Portogruaro. Nessuno sa però, o non vuole saperlo, che senza il mio lavoro dietro le quinte non si sarebbero vissuti quei campionati molto esaltanti per la partecipazione di pubblico (un po’ meno per i risultati finali) dell’era Salvoldi, Mauceri, Mangiafico, Linguanti e Auteri 1, necessari per arrivare poi al trionfo nell’era Salvoldi Mauceri Pannone Laneri e Auteri 2 (e ci metto anche due grandi giocatori come Sarli e Cosa). Come non ci sarebbe stato il ripescaggio in C1, dato che Salvoldi la sera prima della scadenza aveva spento il cellulare e gettato la spugna sentendosi sfiduciato dalla Banche, dai politici e dall’intera classe imprenditoriale siracusana. Fu l’allora segretario Sebi Galizia a chiamarmi a tarda sera per chiedermi di fare un ultimo tentativo. E tutti sapete come è finita, ma non certo le telefonate che ho fatto fino a tarda notte, il viaggio di mattina presto fino a Ragusa, allora sede di Unicredit, l’opera di convincimento sull’allora Capo area supportato via telefono (è giusto dirlo) da ministro e sindaco dell’epoca. E che dire dello sponsor ERG sulle maglie (invidiato da tutti in un campionato di serie D!!) del contributo economico della Samp per la valorizzazione dei migliori giovani (grazie sempre all’amico Beppe Marotta e non certo ai tanti millantatori di cui la Città abbonda). Senza dimenticare la sponsorizzazione, credo unica e sola volta, ottenuta dal mitico Alvaro Distefano basata solo (lo diceva sempre lui a tutti…) sulla stima nei miei confronti
COLPE E RESPONSABILITA’ – Un sassolino dalla scarpa me lo voglio togliere: ancora oggi qualcuno, memore della giornalistica triade, tenta di colpirmi attribuendomi responsabilità che non ho mai avuto in merito alla mancata iscrizione dell’estate 2012 (e non fallimento). Ai suddetti anonimi da tastiera (che spesso rimangono anonimi anche quando scrivono nome e cognome mettendoci pure la foto più bella) dico che parlano senza cognizione dei fatti. Perché non mi conoscono, non sanno cosa ho fatto e cosa posso fare ma, soprattutto, che l’unica colpa che ho è quella di essere stato zitto, coerente e fedele fino in fondo all’ideale dell’amicizia e dell’appartenenza ad un gruppo. Ora però la misura è colma. Io sono sempre stato disponibile e aperto con tutti, ho fornito spiegazioni a chi me le ha chieste. E chi vuole ancora oggi sa dove trovarmi Ma ai sapientoni e guru di turno, che non hanno il coraggio di affrontarmi di persona, devo per forza rispondere dopo tanto tempo: sappiate allora che io non ho amministrato risorse del Siracusa Calcio (alcuni giornalisti per comodità di distinzione dal ruolo di Pannone mi chiamavano A.D., ma io ho fatto solo il DG), non ho mai conosciuto e quindi avallato bilanci, non ho mai percepito un euro, a fronte di quelli messi a disposizione, non ho sempre condiviso le scelte del Presidente (cosa peraltro alquanto normale in qualunque rapporto), non sono stato messo al corrente della sciagurata iniziativa della colletta pubblica (dopo la quale è scaturito un periodo di freddezza con i vertici) ma sono stato chiamato a dare una mano quando quella scelta si è rivelata un boomerang..
Devo continuare? Sapete allora quale sarebbe l’unica colpa? Quella di non essere sceso subito dal carro perdente per cambiare parrocchia, tradire gli amici, prendere le distanze, rinnegare quanto di buono fatto insieme, in poche parole saltare il fosso, sport in cui Siracusa eccelle a livello nazionale. In sostanza, a causa del mio tacere e della mia onestà intellettuale i miei meriti sono sempre rimasti nascosti e mi sono ritrovato colpe che non sento di avere, anzi. Sono stato chiaro?
SIRACUSA 1924 –  Sento ancora parlare di questa storia (anche se meno rispetto a prima). Ma sempre con superficialità e profonda ignoranza
No ho comprato solo il logo (che poi non è nemmeno tanto bello e attuale, e come tutti i loghi può essere cambiato) ma la storia del mitico Siracusa 1924 (nome, titolo, colore della maglia, trofei vinti compresa la coppa Italia mai ricevuta perché trafugata all’epoca del fallimento e l’operazione l’ho compita, dopo approfondito studio giuridico, con due colleghi avvocati e non con Salvoldi e Mauceri come pensano i soliti bene informati;
L’operazione è stata fatta per evitare che, con la chiusura del fallimento, la storia del calcio siracusano finisse definitivamente, non per altro… Mentre quelli che mi accusano, non si capisce bene di cosa, se ne stavano a casa davanti al PC. In merito ho sempre dialogato con coloro che mi hanno contattato a nome della curva o del tifo organizzato, ho sempre fornito chiarimenti (non temo di essere smentito) e dato apertura al loro pieno coinvolgimento restando sempre in attesa di risposte mai avute. Ho anche messo a disposizione il tutto sul sito del comune con un apposito bando. Che altro dovevo fare? C’è stato un malinteso con il Presidente Cutrufo, oggi ampiamente chiarito e superato in pochi minuti
Ora però mi sono veramente stufato di questa cosa. E Vi anticipo quindi che a breve comunicherò una decisione in merito, mantenendo così la promessa fatta alla città all’atto dell’acquisto e rispondendo coi fatti a quei pochi censori che dimenticano che non è certo merito del loro attivismo, tempismo, studio e conoscenza della materia se un pezzo di storia di Siracusa non è finito sepolto in una tomba (come tante altre cose siracusane di cui però nessuno si occupa).
PRESENTE – Tutti sanno che sono stato vicino alla Pantanelli e che il progetto accademia Juventus l’ho seguito in prima persona. Ovviamente però va sottolineato che il Presidente Egidio Puzzo fa benissimo il suo lavoro da anni, da prima di conoscermi, i dirigenti sportivi sono dotati di grande esperienza, in campo ci vanno i ragazzi, Stefano Braghin e Claudio Gabetta della Juventus sono due persone eccezionali. Da soli non si va da nessuna parte…
FUTURO – Il futuro, nel calcio e nello sport in generale, è dove c’è programmazione, dove si cura il vivaio, dove di pensa alle infrastrutture. Tutto ciò fuori Sicilia è pane quotidiano. In Sicilia invece c’è una sola società che sta lavorando molto in questa direzione, il Siracusa del Presidente Cutrufo. Al quale faccio i complimenti per i risultati ottenuti rapidamente in pochi anni e che sicuramente merita molto di più in termini di aiuto da parte di tutti e di sostegni economici da parte di chi se lo potrebbe permettere. Sempre per il bene della Città di Siracusa.
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