Giaccherini, l’agente: “Il Torino non mi parla, ma devono capire che il calcio è senza morale”

Giaccherini, l’agente: “Il Torino non mi parla, ma devono capire che il calcio è senza morale”

Le parole rilasciate dal procuratore del Napoli ai microfoni di Premium Sport

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Furio Valcareggi fa il punto della situazione in merito alla situazione del partente Emanuele Giaccherini, ormai ai margini del progetto tecnico del Napoli; ecco quanto dichiarato dall’agente del centrocampista classe ’85 ai microfoni di Premium Sport: “Sicuramente lascerà il Napoli. Ad agosto lo voleva la Fiorentina, ma l’hanno ritenuto incedibile: ora non credo lo sia essendo diventato il diciannovesimo cambio. Con il pieno accordo di Giuntoli, Sarri e De Laurentiis, andremo via con grandissima simpatia: siamo stati bene al Napoli, ma c’è stato un equivoco sul ruolo e non ha più giocato dopo gli Europei del 2016. Emanuele ha ancora un’onda buona, non ha perso un grammo della sua utilità ed è ancora molto considerando. A gennaio trovare un giocatore come Giaccherini non è così frequente perché è integro, in questo anno e mezzo si è allenato come se fosse un titolare ed è pronto a giocare. Atalanta o Chievo? L’Atalanta ci piace tantissimo, ma non ho avuto contatti con loro, mentre con il Chievo c’è stato qualcosa, ma ora temo che abbiano un po’ il timore di dare via Inglese perché la classifica non è tranquillissima e con loro magari ci potrebbe essere un accordo per l’estate. Torino? Con il Torino non mi sono comportano bene, devo ammetterlo. Noi con il Torino avevamo sottoscritto un contratto di tre anni per Giaccherini. In quel momento, però, mi ha chiamato il Napoli dicendo che volevano Giaccherini a tutti i costi e abbiamo scelto gli azzurri. Questa cosa la dico a Petrachi e al presidente Cairo che ora si rifiutano di parlare con me, ma devono sapere che su dieci procuratori che firmano un contratto col Torino e poi chiama il Napoli, undici decidono di andare al Napoli. Mi sembra quindi un po’ azzardato che Petrachi e Cairo vogliano moralizzare il calcio perché nel calcio il moralizzatore ancora deve nascere”.

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