Bufera Catania, Lo Monaco alla ricerca di una via d’uscita ma la squadra è in crisi d’identità

Bufera Catania, Lo Monaco alla ricerca di una via d’uscita ma la squadra è in crisi d’identità

Una squadra senza un minimo di cattiveria agonistica a Pagani e ormai sta capitando sempre più spesso

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La partita contro la Paganese è, per certi versi, lo specchio della stagione del CataniaUna squadra cattiva si mangia l’erba e, alla prima mezza occasione, ci mette tutta la rabbia che ha addosso per fare gol. Probabilmente questa squadra non è arrabbiata, oppure lo è solo a parole in conferenza stampa.

SENZA CATTIVERIA – Basta rivedere tutte le partite del Catania per capire che, in ognuna di questa c’è una sufficienza da far paura, non c’è un minimo di rabbia in area di rigore o quando si va a calciare a tu per tu con il portiere. Questa rosa ha al suo interno tanti giocatori bravi tecnicamente ma nessun cane da battaglia e nessun leader in campo. Poi da qualche turno il Catania becca gol con troppa facilità. Se a questo si somma la mancanza di voler far male all’avversario, allora è inutile stare a parlare di moduli o altre cose. L’ultima conferma di una tenuta mentale ai minimi livelli si è notata ieri quando i calciatori rossazzurri al gol di Di Grazia non hanno esultato (e non si sono abbracciati tutti) come si dovrebbe in un momento di difficoltà per lanciare un segnale di compattezza e voglia di spaccare il mondo. Da sempre abbiamo fatto notare che a questa squadra manca un leader carismatico ma ieri degli undici in campo a Pagani si è notato un crollo mentale che va ben oltre al momento di difficoltà. Anche nei minuti finali, con la squadra di casa che perdeva tempo in tutti i modi per arrivare al 90’, gli etnei sembravano statue di marmo incapaci di far capire agli avversari di avere la voglia di lottare fino alla fine. Nessuno dei calciatori del Catania ha preso per il colletto della maglia i giocatori della Paganese che uscivano dal campo per la sostituzione con un passo da lumaca. Sono segnali di come questa squadra sia stordita e priva di cattiveria.

RABBIA TIFOSI – Dopo la sconfitta di Pagani, la terza consecutiva, si scatenano le accuse, con i tifosi che inchiodano alle loro responsabilità i calciatori. L’ad Pietro Lo Monaco a nome della società striglia la squadra cercando subito segnali positivi e la reazione già contro la capolista Foggia. Rialzarsi subito e dimenticare in fretta le tre sconfitte contro Melfi, Lecce e Paganese sarà arduo ma bisogna provarci.  Questo Catania non è una squadra da Lega Pro. Bisogna capire che per vincere il campionato serve un’altra mentalità e anche altri interpreti. I vari Biagianti, Marchese e Paolucci hanno già dato (e tanto) al Catania in altra ben più importante categoria, ma non hanno il temperamento da Lega Pro e forse neanche la voglia di lottare come fa un giocatore sconosciuto di Lega Pro tipo quelli della Paganese.

GIOVANI LEONI – L’undici di Grassadonia era composto da 7/11 di calciatori Under. Tutti giovani e qualche elemento in cerca di riscatto come il portiere Liverani che ieri davanti alla sua ex squadra ha sfoderato interventi straordinari. Il Catania ieri ha confermato l’involuzione tattica e ormai più che una squadra sembra un’accozzaglia di calciatori dove ognuno va per conto suo e inventa il passaggio seguendo un suo pensiero tattico secondo l’esperienza avuta in passato.

SENZA IDEE – Nessun sviluppo del gioco costruito a tavolino o preparato in settimana si è visto in 90’ di gioco a Pagani. Difficile pensare al momento come questa squadra possa far male al Foggia e puntare ai playoff. Gli errori vanno ricercati a monte; tutti a Torre del Grifo hanno colpe e responsabilità per questo dramma sportivo che mette angoscia ai tifosi.

PULVIRENTI – Certamente mister Pulvirenti non ha grosse colpe. Gettare la croce addosso all’allenatore sarebbe semplice e scontato: sia chiaro, le sue responsabilità sono evidenti, ma figlie di una ricerca senza soluzione di continuità che continua a non produrre risultati. Lo sterile equilibrio creato da una rete di passaggi sbagliati, è saltato appena gli avversari campani hanno smascherato il trucco dietro cui il Catania provava a nascondersi. Certo ieri non si è ben capito perché Pulvirenti abbia utilizzato Tavares (e non Russotto dal 1’) e perché lo abbia poi sacrificato in campo mettendolo in una posizione non congeniale alle sue caratteristiche, lasciando il solo Pozzebon in avanti. Ma per come ha giocato (o meglio non giocato) il Catania a Pagani, quello del mister etneo è un piccolo errore rispetto al grigiore di un undici senza voglia di lottare.

RIGOLI – Lo Monaco pensa di richiamare Rigoli e forse sarebbe una scelta giusta visto che, anche se l’ex dell’Akragas non fa un calcio spettacolare e offensivo, almeno da questi elementi durante la sua gestione, è riuscito a tirare il massimo in chiave difensiva. Con Rigoli in panchina il Catania aveva incassato poche reti e quel poco di calcio offensivo che esprimeva riusciva a produrre frutti almeno al ‘Massimino’ e contro le grandi. Ma il riscatto dipende dalla squadra visto che, per come si vede al momento, neanche Antonio Conte potrebbe servire per scuotere un gruppo di fantasmi. Bisognerà lavorare dunque sulla tenuta mentale della squadra.

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  1. boss - 1 mese fa

    Non ci vuole molto a capire che lo spogliatoio è spaccato e purtroppo non avendo un vero leader all’interno della squadra la Società si trova in acque agitate per cercare di risolvere questo problema.Inizialmente si poteva contare su Marco Biagianti, ma abbiamo visto che anche lui sta giocando malissimo ormai da parecchio tempo ; potevamo contare du Giovanni Marchese ma viste le ultime partite anche lui viene trascinato da questa ondata di mediocrità.Lo Monaco ha messo pure Orazio Russo per capire qualcosa ma non credo che risolve il problema. Sono convinto che c’è qualche giocatore che sta facendo il bello ed il cattivo tempo e dovrebbe essere Lo Monaco ad individuarli, perché non c’è nessun’altra spiegazione , si stanno mettendo di traverso per affossare la squadra….e poi si parla di fare giocare gli italiani…..ma per favore….molto meglio gli argentini, ovviamente quelli scelti da Pietro e dal suo entourage.

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