Catania, cause e colpevoli dopo la catastrofe. Serve anche autocritica che permetta di fare chiarezza

Catania, cause e colpevoli dopo la catastrofe. Serve anche autocritica che permetta di fare chiarezza

La Catania calcistica è in lutto: la squadra rossazzurra per il quarto anno consecutivo militerà in Serie C

di Redazione ITASportPress

L’infinita delusione dei 20.000 sugli spalti del “Massimino” e dei molti tifosi del Catania che hanno sofferto ieri sera davanti alla tv, è grande. Non è stata un’apocalisse, non ne ha avuto la biblica grandezza. Forse una catastrofe, figlia del destino cinico e baro. La sfortunata, ma possiamo anche dire sconclusionata, partita del Catania contro il Siena, un avversario organizzato che sul piano del gioco ha fatto meglio dei rossazzurri nei 210 minuti giocati tra andata e ritorno, legittima la mancata qualificazione alla finale di Pescara degli etnei. 

TECNICO – Lucarelli ha probabilmente qualche responsabilità nel modo di affrontare in campo i toscani con un 3-5-2 col freno a mano, piuttosto che un 4-3-3 più spregiudicato e offensivo. Fatte le debite proporzioni, l’equivalente sportivo del Titanic: zavorrato da un carico di mollezza e di tanti errori anche in fase di appoggio, il bastimento rossazzurro è affondato nel caos per responsabilità unica ed esclusiva degli uomini. Nessuno escluso. I calciatori di esperienza non sono riusciti a trascinare la squadra, quelli giovani hanno fatto tanto fumo e meno arrosto. Molti sono arrivati bolliti nella testa e nelle gambe, soprattutto i senatori del Catania.

SIENA ORGANIZZATO – Il Siena sul piano delle occasioni avute nel doppio confronto, non avrebbe meritato la finale, ma come atteggiamento in campo e modo di arrivare dalle parti della porta avversaria attraverso una manovra fluida con i tre in attacco che dialogavano, anziché cercare solo l’uno contro uno, ha dimostrato di essere superiore al Catania che invece andava avanti puntando sulla giocata del singolo. E’ vero, sfortunato questo Catania: le due traverse e le palle sciupate nei 210 minuti gridano vendetta, ma non bisogna dimenticare che il Siena ha avuto in 10 uomini una colossale occasione per pareggiare con Guberti che di testa ha spedito sul fondo da ottima posizione a pochi secondi dalla fine. 

COLPEVOLI – Facile, facilissimo prendersela con l’allenatore ma i peccati di Lucarelli, non assolvono l’equipaggio e neppure l’armatore. Tutti sotto accusa: tecnico, giocatori e dirigenti. Con il possibile concorso dei media colpevoli forse di non aver segnalato con ancor maggiore energia gli iceberg all’orizzonte. Tutti chiamati a pagare pro quota il prezzo salato della mancata qualificazione alla finalissima di Pescara.

DAY AFTER – Nel day after, il gioco delle sentenze è crudele ma inevitabile. Lucarelli sa di aver sbagliato qualcosa nella semifinale a cominciare da alcune mosse tattiche. La sua insistenza su moduli a trazione posteriore in alcuni frangenti di gara, l’assenza di movimenti in attacco, quei tre difensori centrali tenuti a giocare con le palle lunghe fino al centoventesimo ieri quando si era in superiorità numerica, il continuo insistere su alcuni calciatori spompati, sono apparsi peccati abbaglianti nell’inferno del “Massimino”. Quanto a Lodi e gli altri grandi vecchi del Catania sono attesi da un contrappasso ancor più feroce: spinti all’addio da una sconfitta incancellabile dopo tante vittorie memorabili in Serie A. Purtroppo il materiale umano si è rivelato fragile nel giorno in cui è stata scritta una delle pagine più nere della storia sportiva del Catania, uno schiaffo brutale oltre che un danno incalcolabile.

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