Catania, dimostra a tutti che di calcio non ne capiscono

Catania, dimostra a tutti che di calcio non ne capiscono

Da quando è alla guida del Catania spesso il tecnico Lucarelli è entrato nel frullatore delle critiche di stampa e tifosi

di Redazione ITASportPress

Il primo ostacolo nei playoff è stato superato, ma il Catania contro il Feralpi Salò ha sofferto prima di piazzare il colpo del k.o. contro un avversario che non è sembrato irresistibile. E’ vero che aveva eliminato l’Alessandria, favorita per la B, ma i lombardi con 180′ minuti in più sulle gambe, hanno affrontato gli etnei senza qualche elemento chiave infortunato e qualcun altro squalificato. Questo però non toglie nulla alla squadra di Lucarelli che ha delle qualità importanti, magari non apprezzate da molti. Ecco allora che nel frullatore della critica di tifosi e stampa finisce sempre il tecnico livornese. “Perchè Barisic quinto di centrocampo? Perchè Rizzo e non Mazzarani? Squadra sfilacciata e senza gioco” si sente spesso in tv alla fine del primo tempo. Ma anche in tribuna e in curva qualcuno critica Lucarelli per le scelte. C’è anche il partito di maggioranza, per fortuna, che abbassa i toni, ma segue comunque una falsariga simile.

Il Catania cinico e sparagnino alla fine ottiene il massimo anche con il minimo sforzo e la critica si spegne al 90° minuto quando l’arbitro fischia. Pur non esprimendo un calcio stile Napoli di Sarri, il Catania vince. Questo sa di grande squadra. La Juventus di Trapattoni di scudetti ne vinse tantissimi giocando un calcio pragmatico e utilitaristico. A Catania vinse una partita incredibile nella stagione 1983/84, soffrendo nel primo tempo contro l’effervescente undici di mister Di Marzio, per poi nella ripresa piazzare un micidiale uno-due con i gol di Rossi al 77′ e di Platini a 1′ dalla fine. Il calcio è questo, piaccia o non piaccia conta il risultato e per quella Juventus cinica e vincente al Cibali, la sera gli elogi si sprecarono in tv alla Domenica Sportiva. E allora godiamoci questo Catania attento, coperto, pronto a sfruttare l’episodio, cinico e poco spettacolare. Se il risultato ci ha arriso è stato anche in virtù di una maggiore dedizione all’attenzione tattica che unita ad un tasso tecnico complessivamente superiore agli avversari, consente ai rossazzurri di essere pericolosi ogni volta che si conquista palla. Un mix dalle potenzialità da mettere in cartucciera e spararli contro il Siena già a partire da domani al Franchi. E saremmo tutti felici se il 16 giugno a Pescara il Catania dimostrerà a tifosi e giornalisti che di calcio non ne capiscono. 

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