Catania, ecco chi ha “tradito” Lo Monaco il rivoluzionario

Catania, ecco chi ha “tradito” Lo Monaco il rivoluzionario

Sono tanti i calciatori che stanno rendendo meno in questo campionato

di Redazione ITASportPress

Il Catania probabilmente ha perso il treno per il primo posto dopo il k.o. di domenica scorsa a Siracusa. L’ad Pietro Lo Monaco ha ammesso che forse raggiungere la capolista Juve Stabia sia ormai impossibile dopo lo scivolone del “De Simone”. Il dirigente di Torre Annunziata non crede che il responsabile di questo cammino altalenante del Catania sia il tecnico Andrea Sottil, piuttosto il plenipotenziario dg. etneo è convinto che a frenare la marcia rossazzurra siano tre calciatori: Pisseri, Curiale e Marotta, elementi su cui Lo Monaco puntava parecchio per vincere il campionato. Ma il direttore si sente “tradito” anche da Llama, suo “pupillo”, che aveva dato dalle garanzie ma che invece ha deluso tutti. Il giocatore probabilmente è stato frenato dai tanti problemi muscolari e in sei mesi ha giocato pochissimo.

ATTACCO – Attaccanti poco incisivi finora basti pensare che il capocannoniere è Francesco Lodi. Marotta, arrivato per sostituire Ripa, non sta dando un apporto concreto. Corre tanto e cerca di dare una mano alla squadra ma è più fumo che arrosto. Anche Curiale è incappato in una stagione deludente finora segnando appena tre gol di cui due alla derelitta Paganese. Non segna da quattro mesi il bomber siciliano.

DIFESA – Il vero problema del Catania è l’attacco dunque visto che comunque la difesa, rinnovata tantissimo, sta facendo bene. I gol incassati sono arrivati su errori dei singoli e non su una disposizione sbagliata del pacchetto difensivo. Il reparto è stato quasi tutto rinnovato da Lo Monaco che ha fatto partire in estate Tedeschi, Blondett e i terzini. E’ rimasto solo il centrale Aya e sono arrivati tanti nuovi elementi come Silvestri, Baraye, Esposito, Scaglia e Calapai, l’unico con voti alti

CENTROCAMPO – Il reparto non è mutato parecchio ma fa sempre leva su Lodi e Biagianti. Si sente l’assenza di uno come Mazzarani che faceva gol pesanti. Dopo Carriero potrebbe arrivare Palumbo per puntellare ancora il centrocampo che può contare su tante altre mezzali.

RIVOLUZIONE – A Catania bisogna vincere senza se e senza ma, ma serve programmazione. Non sappiamo allora se sia stato utile azzerare quasi tutto e cancellare lo scorso campionato dove la squadra di mister Lucarelli è arrivata ad un passo dalla B diretta mancando solo il match interno con la Juve Stabia e con il Trapani.  Lo Monaco invece ha stravolto la squadra etnea e  cambiato l’allenatore come se il secondo posto fosse stato un grande fallimento. Visione condivisibile o meno, ma il gruppo di Lucarelli era andato vicinissimo alla B avendo perso la semifinale ai rigori dopo aver messo in cascina ben 70 punti in campionato. Forse sarebbe stato meglio ripartire da dove si era finito. Ripartire da zero è stato un errore non commesso dai dirigenti della Juve Stabia che hanno confermato il tecnico Caserta e moltissimi elementi della scorsa stagione. E le Vespe non aveva fatto così bene come il Catania.

Per vincere, come hanno fatto Lecce e Benevento, bastava aggiungere qualche pedina in estate ma non stravolgere tanto e azzerare persino lo staff tecnico. Tra l’altro chi sarebbe rimasto già ben conosceva la pressione di Catania e avrebbe reso di più. Anche Lucarelli sembrava aver capito la piazza e nella comunicazione aveva fatto passi avanti. Prendere giocatori nuovi e allenatori nuovi non sempre è una scelta azzeccata. Facendo un passo indietro forse anche l’esonero di Rigoli si è rivelato un errore. Quel Catania non bello e poco offensivo, forse si sarebbe piazzato quinto o sesto e avrebbe fatto i playoff con ben altre aspettative. Invece con Petrone e l’aziendalista Pulvirenti in panchina, la musica non è cambiata, anzi la crisi tecnica si è acuita. Bastava tenere duro qualche mese e senza la pressione di dover per forza vincere il campionato al primo anno, magari le cose sarebbero andate diversamente rispetto a un undicesimo posto anonimo.

SOTTIL – E’ vero che in panchina Lo Monaco ha messo Sottil, uno che la piazza e la pressione di Catania la conosce bene, ma fare il calciatore è ben diverso di allenare. L’ex tecnico del Livorno ha la responsabilità di tutti a differenza di quando era uno dei 22 della rosa di Pasquale Marino. Nulla contro Sottil ci mancherebbe perchè non è detto che il colpevole sia lui che tra l’altro viene da un campionato di Serie C vinto, ma rimaniamo convinti che forse stravolgere la squadra si è rivelato, almeno per il momento, un errore dell’esperto direttore.

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