Catania, futuro allenatore: ore decisive per Lucarelli

Catania, futuro allenatore: ore decisive per Lucarelli

Nella sua lunga carriera, Lucarelli ha avuto tanti allenatori che gli sono serviti come bagaglio d’esperienza, ma poi è riuscito a costruirsi un suo sistema con l’obiettivo di arrivare ai massimi livelli

Le prossime ore saranno decisive per la fumata bianca. Il Catania è molto vicino ad annunciare il tecnico che la prossima stagione avrà l’arduo compito di portare il club in Serie B. E’ Cristiano Lucarelli, un giovane allenatore emergente che a Messina ha fatto molto bene, tanto da stregare l’ad Pietro Lo Monaco che, come anticipato dalla nostra redazione, ha congelato le trattative avviate da tempo con altri mister. Il contatto c’è stato e nei prossimi giorni ce ne sarà un altro, quello decisivo. La prossima settimana potrebbe essere quella della firma. Lucarelli per temperamento somiglia molto a Simeone e Mihajlovic e a Catania la miscela esplosiva porta bene. Di soddisfazioni da giocatore se n’è tolte parecchie Lucarelli. Ha vestito la maglia della nazionale, ha giocato nella Liga spagnola con il Valencia, ha provato l’esperienza del calcio dell’est Europa con lo Shakhtar Donetsk, è stato una bandiera del Livorno e tra serie B e serie A ha messo a segno più di 200 gol. Il curriculum di Cristiano Lucarelli parla da solo, ma da pochi anni ha deciso di sedersi su una panchina accettando per la prima volta l’offerta del Parma alla guida degli allievi nazionali. Nella sua lunga carriera, Lucarelli ha avuto tanti allenatori che gli sono serviti come bagaglio d’esperienza, ma poi è riuscito a costruirsi un suo sistema con l’obiettivo di arrivare ai massimi livelli. Recentemente ha detto: “Ho avuto la fortuna di essere allenato da grandi persone, ed ho appreso tanto da ognuno di loro: da Renzo Ulivieri a Carlo Mazzone passando per Claudio Ranieri. Quello che però sento più ‘vicino’ è Walter Mazzarri, specialmente nel modo di preparare la partita. Voglio che la mia squadra abbia una mentalità offensiva ma sia anche organizzata. Non mi piace subire troppi gol. Sono tatticamente meticoloso e trasmetto la mia aggressività ai ragazzi. Da allenatore si deve incarnare la figura del padre, del fratello, dello psicologo, del presidente. I giocatori probabilmente hanno fiducia perché ti vedono come una persona seria, affidabile. Gioco col 4-3-3 perché mi sembra il modulo più adatto ma non sono un integralista, se trovassi l’equilibrio in altri modi non avrei problemi a cambiare come ho già fatto a Messina”.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy