Catania, mercato avvia i motori ma 2017 chiuso bene nonostante il forte e ricco Lecce

Catania, mercato avvia i motori ma 2017 chiuso bene nonostante il forte e ricco Lecce

Analisi della stagione dei rossazzurri alla luce del lavoro svolto da Lucarelli

Senza la sorprendente sconfitta interna contro la Casertana, forse il mercato di gennaio, cosiddetto di riparazione, per il Catania sarebbe stato solo vivo in uscita. Ma il k.o. interno contro i rossoblù, farà cambiare strategia alla dirigenza etnea su come operare in entrata visto che alcuni calciatori adesso non sono così più certi di rimanere alle pendici del vulcano.

LOW COST – Il mercato di gennaio per il Catania sarà decisamente low cost  anche se Lo Monaco e Argurio hanno già una lista di validi calciatori da prelevare in prestito e consegnare al tecnico Lucarelli per incastrarli nel suo 3-5-2, modulo di cui ne riparleremo in seguito. Comunque sia i buoni affari senza troppi soldi sono rari e allora bisogna stare molto attenti a non cambiare solo per il gusto di farlo perché la squadra finora ha fatto bene in campionato e dentro lo spogliatoio si respira un’aria salubre. Il gruppo è coeso e cambiare molto significherebbe anche compromettere l’equilibrio che Lucarelli è riuscito a creare.

LECCE PIU’ RICCO –  I ragazzi rossazzurri stanno facendo una buona stagione pur con qualche difficoltà tecnica. Un valido difensore bravo con i piedi ad avviare l’azione avrebbe dato una marcia in più, ma non bisogna dimenticare che il Catania non è il Lecce che può permettersi di pagare ingaggi per 8 milioni di euro in C mentre il patron Pulvirenti  a Lodi & C. ne paga esattamente la metà, 4. Il Trapani spende più di 7 mln di euro di ingaggi, il Matera 3 mln e il Cosenza 3,2,  quindi cosa si può chiedere di più ai rossazzurri che finora hanno lottato e mai risparmiato energie chiudendo l’anno 2017 con appena 4 punti di ritardo dalla forte (e ricca) corazzata giallorossa?

TETTO INGAGGI–  Il Catania ha il tetto ingaggi a 70 mila euro mentre a Lecce ci sono calciatori con contratti che sfiorano i 200 mila euro. Con questi numeri, è il Lecce la squadra che ha maggiori probabilità di vincere il campionato, anche se fortunatamente nel calcio i soldi, a volte, non sono tutto, ma se la Juventus vince lo scudetto da molti anni è perché ha un budget largamente superiore agli avversari. A Catania dopo i disastri della gestione Cosentino la situazione economica è migliorata, e questo va capito anziché lasciarsi andare con il solito disfattismo e contestare la squadra e il suo condottiero al primo scivolone. Bisogna dimenticare per il momento San Siro, l’Olimpico o il San Paolo, il Catania gioca contro il Bisceglie, il Rende e il Fondi in campi non regolamentari e con il terreno di patate. Siamo in C e non più in A!

4 PUNTI PIU’ DEL FOGGIA – A Catania però il gusto di contestare o voler buttare tutti giù dal carro, è un’abitudine consolidata nel tempo, ma per fortuna Lucarelli ha le spalle larghe e i calciatori anche una personalità spiccata. Il Catania lo scorso anno ha fatto 27 punti meno del  Lecce, ma adesso il gap si è ridotto a soli 4 punti. La banda di Lucarelli ha vinto 13 partite, pareggiato 2 volte e perso 5. Con 41 punti in classifica, lo scorso anno il Catania sarebbe stato secondo a -1 dal Matera. Tra l’altro i rossazzurri hanno al giro di boa 4 punti in più del Foggia che vinse il campionato lo scorso anno e che alla 20.ma giornata era quarto in classifica a meno 4 punti dalla capolista Matera. Bisogna capire che ci sono anche gli altri e che non si gioca da soli, ma il Catania c’è.

3-5-2 MEGLIO DEL 4-3-3 – In estate è stata costruita una squadra per il 3-5-2, un assetto tattico che ha dato i suoi frutti visto che la squadra con questo modulo non ha incassato gol per otto partite dopo anche la striscia di sei vittorie consecutive con Pisseri che non ha mai preso un pallone dentro la porta. A Catania invece la musica è sempre la stessa quando si perde una partita: “Abbiamo vinto campionati con il 4-3-3 e allora nel Dna del club c’è questo modulo e non il 3-5-2”. Ma il 4-3-3 era legato ad altri interpreti che giocavano in un campionato diverso dalla Serie C. Non si può essere legati per sempre al 4-3-3. Lucarelli poi non è un integralista e spesso ha cambiato. Con Di Grazia e Russotto in campo infatti è passato al 4-3-3. Se Ripa e Curiale continuano a segnare magari il modulo sarà quello di partenza, il 3-5-2. E’ vero che con questo assetto spesso dopo essere andati in vantaggio si tende ad indietreggiare, ma è comunque meno rischioso del 4-3-3 che è un modulo più offensivo ma più vulnerabile se gli avversari hanno attaccanti veloci.  Con quei tre marcantoni dietro invece il Catania alza un muro ed è difficile che rischi di farsi infilare in contropiede. Basta un gollettino e porti a casa i tre punti. Col 4-3-3 invece il Catania ha subito tanti gol e questo vuol dire che bisogna sacrificarsi di più dovendo fare una rete più degli avversari. Insomma con il 3-5-2 la squadra è più equilibrata e rischia meno. Le squadre che vincono i campionati hanno sempre avuto la migliore difesa e conforta il fatto che Lucarelli ha sempre fatto prevalere la sua linea tattica e i risultati sono dalla sua parte.

MERCATO – Tra i partenti ci sono i giovani che hanno giocato poco. Ze Turbo e Rossetti potrebbero andare via e al loro posto arriveranno altri calciatori sempre giovani. Partirà sicuramente Djordjevic visto che Marchese ha preso il suo posto a sinistra. Probabilmente Lo Monaco e Argurio punteranno su un esterno offensivo, un centrocampista e un difensore. L’attaccante se arriverà sarà un giovane e non un top player. In ogni caso le operazioni in entrata saranno tutte perfezionate con la formula del prestito.

BeCas.

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