Catania, oggi si pronuncia il Consiglio di Stato ma all’orizzonte solo un ingente risarcimento danni

Catania, oggi si pronuncia il Consiglio di Stato ma all’orizzonte solo un ingente risarcimento danni

La Serie B ormai è certo rimarrà a 19 squadre

di Redazione ITASportPress

Il Catania la Serie B se la dovrà conquistare sul campo visto che non è andato bene il risultato nelle aule dei tribunali. Un ripescaggio mai arrivato che ha lasciato però scorie negative nelle gambe e nella testa dei calciatori. Infatti non aver giocato per lungo tempo dovendo aspettare qualcosa di importante che non è mai arrivato, ha logorato la squadra di Sottil che ha pagato dazio risentendone soprattutto nelle ultime tre giornate dove le gambe si sono imballate.

SENZA VIA D’USCITA – Da ieri il Catania ha messo nel cassetto il sogno del ripescaggio in B che resta a 19 squadre dopo l’esito di un vero e proprio colpo di scena che si è consumato ieri al Consiglio di Stato. Riuniti in mattinata per discutere nel merito il ricorso presentato dalla Lega Serie B contro l’ordinanza del Tar che aveva riabilitato la stessa Serie B a 22, già sospesa in via cautelare dai giudici amministrativi di secondo grado, i quattro club presenti — Pro Vercelli, Ternana, Novara, Catania — hanno rinunciato alla richiesta di esecuzione dell’ordinanza stessa, firmata dal giudice Germana Panzironi -come riporta la Gazzetta dello Sport.

RISARCIMENTO MILIONARIO – In questo modo il Catania confida che venendo meno l’interesse della ricorrente (la Serie B), possa arrivare una pronuncia di improcedibilità da parte del Consiglio di Stato o, nella peggiore delle ipotesi per le sorti future delle società, una decisione favorevole alla Lega B, ma solo sul periculum, cioè sull’impossibilità di modificare il format a diciannove in questa stagione, che ormai ha consumato quasi un terzo delle sue partite. In entrambi i casi, comunque, la decisione del Consiglio di Stato, attesa per oggi, non pregiudicherebbe per il club etneo e le altre quattro società (anche il Siena) la possibilità di procedere a una ingente richiesta di risarcimento danni, realisticamente ormai l’unico obiettivo raggiungibile dai club medesimi.

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