Di Piazza, l’agente a ISP: “La sua reazione sbagliata nasce dalla voglia di portare a tutti i costi il Catania in B”

Di Piazza, l’agente a ISP: “La sua reazione sbagliata nasce dalla voglia di portare a tutti i costi il Catania in B”

L’attaccante etneo ha esultato in maniera polemica dopo la rete al Bisceglie del provvisorio 1-1

di Redazione ITASportPress

Quasi tre mesi a Catania e quattro reti in tredici partite dove solo in una occasione ha giocato per 90‘: nel match contro la Viterbese. I tifosi rossazzurri possono sperare di raggiungere la promozione in Serie B grazie ai gol di Matteo Di Piazza che dal giorno del suo arrivo alle pendici dell’Etna è stato spesso decisivo portando alla compagine etnea 10 punti. Purtroppo però è rimasto per molto tempo in panchina l’ex bomber del Lecce e questo fa fatica a digerirlo per uno come lui che ha dimostrato di avere ben altre medie nei piedi e nella testa rispetto ai 4 centri realizzati a Catania. La testa, per l’appunto. E’ proprio quella spesso a fare la differenza, ma di certo a volte Di Piazza la perde. Soprattutto il gol segnato a Cerofolini al minuto 82′ della partita del Massimino contro il Bisceglie, arrivato proprio di fronte a quei tifosi spazientiti per come stavano andando le cose in campo, deve essere stato una vera liberazione per Di Piazza. Anzi qualcosa di più. A tal punto che l’attaccante non ha saputo trattenersi e si è sfogato con un’esultanza polemica nei confronti del tecnico Novellino che lo ho spedito in campo nella ripresa al posto di Sarno. La dirigenza etnea ha condannato il gesto multandolo, ma il calciatore poi ha chiesto scusa a tutti come spiega ai microfoni di Itasportpress.it, Giovanni Tateo agente di Di Piazza: “Matteo è un sanguigno e sente cucita addosso la maglia del Catania. Tutti sanno quale voglia ha avuto a gennaio di tornare al Massimino. Forse questa sua voglia di spaccare il mondo e portare il Catania in B a volte lo porta a strafare e perdere la testa. Ha chiesto scusa a tutti, compagni di squadra, allenatore e società. E’ stato un gesto solo istintivo e di rabbia perchè la tensione era tanta in quel momento visto che il suo Catania rischiava di perdere una partita molto importante in chiave secondo posto. Da quando veste la casacca rossazzurra, i suoi gol, sono stati sempre decisivi e allora ci sta che stando in panchina non sia del tutto felice. La sua reazione non è giustificabile ma va capita perchè significa che veramente è attaccato alla maglia e vuole aiutare i compagni a vincere”.

 

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