Lo Monaco a ISP: “Assolvo Raiola, lo strappo col Milan è colpa di Donnarumma”

Lo Monaco a ISP: “Assolvo Raiola, lo strappo col Milan è colpa di Donnarumma”

Tutti i tifosi del Milan invece hanno accusato il noto agente definendolo il vero regista di questo mancato rinnovo del contratto del portiere 18enne

L’agente Mino Raiola e l’a.d. del Catania, Pietro Lo Monaco, si conoscono dai tempi in cui il dirigente etneo lavorava con l’Udinese. Sulla vicenda del mancato rinnovo del contratto col Milan del portiere Gianluigi Donnarumma, ecco il pensiero del dirigente di Torre Annunziata ai microfoni di ITASportPress.it:Raiola non ha colpe assolutamente. Io invece credo che lo strappo col Milan sia avvenuto solo per scelta del portiere. Questo ragazzotto che pochi mesi fa ha baciato la maglia e dichiarato amore eterno al club rossonero ha cambiato idea in poco tempo e non è ipotizzabile pensare che sia manovrato come un burattino da Raiola. Il calciatore ha sfruttato quello che il sistema gli ha consentito di fare. Se Donnarumma fosse un mio calciatore lo venderei subito. Se il portiere invece dovesse rifiutare la cessione, lo manderei in tribuna. Il calcio è gestito dagli agenti, che portano nuovi club e tanti soldi nelle tasche dei giocatori, e dai fondi di investimento. La colpa di questo sfacelo è anche delle società con i presidenti primedonne che si affidano sempre più a questi consulenti che, ripeto, hanno il calcio in mano. Raiola fa il suo lavoro e guarda ai propri interessi, ma Donnarumma ha detto no al rinnovo. Consideriamo anche che il Milan gli ha offerto uno stipendio indecente per un ragazzo della sua età: 5 milioni di euro all’anno sono tanti per un 18enne. Il sistema è bacato, è assolutamente una follia dare tanti soldi a chi ha fatto un solo anno di Serie A. Calciatori sempre più come le prostitute che si vendono al miglior offerente. Lede in maniera pazzesca la credibilità del nostro calcio che è in mano ai procuratori. Quando Raiola dice che il calcio italiano è alla frutta perché non ci sono stadi nuovi, ha ragione, ma io rispondo così: il 90% delle entrate di una società di calcio vanno nelle tasche dei calciatori e di chi cura i suoi interessi. Soldi fuori del sistema che si impoverisce sempre di più. Le società in Italia hanno problemi seri. Se venissero a mancare i soldi dei diritti tv, come si paventa, sarebbe una catastrofe per i club italiani”.

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