N. Scala a ISP: “Difficoltà Carrera allo Spartak dovuti alla lingua. Troppi stranieri? D’accordo con Putin. Zenit campione”

N. Scala a ISP: “Difficoltà Carrera allo Spartak dovuti alla lingua. Troppi stranieri? D’accordo con Putin. Zenit campione”

L’ex allenatore dello Spartak, ha detto la sua sul campionato russo e anche sul numero di giocatori da schierare in campo

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Nevio Scala nella sua lunga carriera di tecnico, oltre al Parma dove ha vinto tanto, ha allenato in Russia lo Spartak Mosca, ma anche esperienze in Ucraina, in Germania e in Turchia. Ai microfoni di Itasportpress.it Scala ha detto la sua sul club della capitale russa che dopo aver vinto il campionato lo scorso anno, sta trovando qualche difficoltà nella stagione attuale. “Io credo che non è sempre facile vincere l’anno dopo anche se ti chiami Spartak” ha sottolineato Scala.

LINGUA -“Massimo Carrera sta pagando lo scotto della lingua visto che a volte l’interprete non basta per trasmettere i concetti che hai sia sul piano tecnico che motivazionale. Quando a Mosca pensavo di fare una battuta importante ai calciatori e loro non intendevano e ridevano, allora capivo che non avevo raggiunto il mio obiettivo. Ad esempio io andavo in cucina per fare la pasta ai miei calciatori e questi si emozionavano di più di un mio discorso prima della partita o durante l’allenamento. Non si riesce mai ad entrare nell’animo e nel cuore del calciatore di un altro paese. Non poter comunicare è il più grosso handicap di un tecnico quando allena all’estero.  All’inizio i calciatori sono curiosi, poi quando un allenatore non riesce più a esprimere correttamente le proprie emozioni, si spegne la luce. Carrera per me ha trovato difficoltà di comunicazione con la squadra in questa stagione”.

FEDUN – “E’ una persona straordinaria e come tale sta facendo lavorare tranquillo Massimo Carrera. Non è mai stato però tanto vicino alla squadra avendo altri impegni e forse questo è un suo limite perchè delega altri dirigenti che spesso si dimostrano incapaci. Fedun rimane abbastanza distaccato e se sbagliano i collaboratori poi arrivano le difficoltà. Prima di andare via da Mosca sono stato a colloquio con lui e l’ho guardato in faccia parlando in maniera diretta. Resto dell’idea che Fedun è una persona perbene”.

STRANIERI – L’ex allenatore dello Spartak in merito al numero di stranieri da schierare in campo in Russia per far salire di quota il movimento calcistico dell’ex Unione Sovietica, la pensa come il presidente della Federazione russa Vladimir Putin. “Io sono d’accordo con la politica di Putin quando dice di dare spazio ai calciatori russi. Non ho avuto il piacere di incontrare a Mosca Vladimir Putin, ma ha detto cose importanti l’altro giorno rispondendo al presidente dello Zenit Fursenko e per questo lo apprezzo tantissimo. Ogni nazione, al di là della globalizzazione, dovrebbe far giocare i calciatori del proprio paese oppure mettere un limite di tre o quattro elementi per quelli che provengono dall’estero”.

MANCINI – “Roberto è un mio grande amico così come il preparatore atletico Ivan Carminati che ha lavorato con me. Vincerà tanto allo Zenit Mancini, ma dipende anche dalla qualità dell’organico. Nessuno può fare miracoli senza una squadra di ottimi calciatori. Se l’anno prossimo per la Champions League la società gli farà una buona squadra, Roberto potrà conquistare anche un trofeo importante oltre al campionato che vinceranno quest’anno perchè la squadra di san Pietroburgo è la favorita numero uno”.

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