Atalanta, Petagna: “Avevo pensato di smettere. Ho pianto per il Milan”

Atalanta, Petagna: “Avevo pensato di smettere. Ho pianto per il Milan”

“Contro la Juventus possiamo vincere correndo più di loro: se facciamo il nostro gioco possiamo mettere in difficoltà chiunque”

Andrea Petagna, attaccante dell’Atalanta, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de ‘Il Corriere della Sera’; queste le sue parole: “L’anno scorso avevo pensato di smettere. Ero reduce da una stagione deludente divisa fra Latina e Vicenza, con un solo gol all’attivo. Nessuno mi voleva prendere: per la serie B avevo un ingaggio troppo alto e il Milan, proprietario del mio cartellino, non aveva intenzione di partecipare alla corresponsione dello stipendio. In Lega Pro non mi voleva mandare e l’unica squadra che all’epoca era sulle mie tracce era l’Ascoli. Poi per fortuna i marchigiani furono ripescati in B e la mia carriera cambiò di nuovo direzione. Mental coach? Mi rivolsi a Civitarese perché nei mesi in cui giocavo a Latina avevo sempre paura di sbagliare. Mi limitavo a fare il compitino. Lui mi ha aiutato a recuperare fiducia, adesso ho ritrovato l’equilibrio anche se so che prima o poi un momento negativo tornerà. Ecco perché non ho abbandonato le sedute: la mente è come un muscolo e come tale va allenato”.

ALLEGRI“Debuttai in Champions a 17 anni con Allegri. Andavo al liceo psico-pedagogico con sua figlia Valentina. Il mister mi rimproverava perché i voti non erano sufficienti. Ma poi mi prendeva in giro: ‘Corri, sennò domani vai a scuola e non ti alleni con noi’. E’ un grandissimo gestore di campioni. L’ultima volta che lo sentii fu per un in bocca al lupo per la finale di Champions con il Barcellona”. 

MILAN“Nell’estate del 2013 Galliani mi definì incedibilissimo. In pre-campionato segnai al Manchester City e nel Trofeo Tim. Con Pazzini infortunato ero l’altro attaccante a disposizione assieme a Balotelli.L’ultimo giorno di mercato il Milan comprò Matri. Quando lo venni a sapere mi chiusi nel bagno del ristorante e piansi”. 

ATALANTA“Contro la Juventus possiamo vincere correndo più di loro: se facciamo il nostro gioco possiamo mettere in difficoltà chiunque. Di certo non ci scansiamo. Gasperini è l’allenatore più bravo che ho avuto. Ha mostrato coraggio a lanciare contro il Napoli tanti giovani. Lavora su aspetti fisici e tattici e i risultati si vedono. Mi dice di non focalizzarmi sui gol anche se per un centravanti rappresentano la misura per essere giudicati. Io non ho l’ossessione di segnare, preferisco lavorare per la squadra. E se andiamo in Europa sarò più felice di aver totalizzato 20 gol”. 

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