Frosinone, Stirpe: “E’ un momento delicato, ma ci credo ancora”

Frosinone, Stirpe: “E’ un momento delicato, ma ci credo ancora”

Le parole del presidente dei canarini dopo il pareggio contro il Foggia

di Redazione ITASportPress

Incredibile quanto successo in Serie B: il Frosinone era ad un passo dalla promozione diretta in Serie A, ma dopo il pareggio contro il Foggia è stato raggiunto dal Parma, che con lo scontro diretto a favore, ha superato i rivali. Il club dei canarini ha ancora la possibilità di raggiungere il massimo campionato italiano, ma solo attraverso i playoff.

Dopo la delusione seguita dal pareggio contro il Foggia, il presidente del Frosinone Maurizio Stirpe, è intervenuto ai microfoni di Sky: “Cosa ho detto negli spogliatoi? In questi momenti si dice quel che si pensa. Abbiamo fatto un grande campionato, i giocatori hanno dato tutto, e ci sono meriti da parte dell’avversario e demeriti nostri. Può essere crudele la legge del calcio, ma bisogna saper accettare le sconfitte. Ripartiamo dalle cose buone viste durante la stagione e negli ultimi due anni, ripartiamo dalla consapevolezza delle nostre qualità. Purtroppo stasera non siamo riusciti a ottenere un risultato positivo”.

TENSIONE – “Indubbiamente l’ansia del risultato si è vista, soprattutto all’inizio. Nel primo tempo non abbiamo giocato bene, mentre nel secondo tempo abbiamo ritrovato le nostre qualità, ma alla fine la beffa in modo rocambolesco. Contropiede a un minuto dalla fine”.

PLAYOFF – “Sicuramente è un momento delicato, bisogna avere fiducia. Del resto non ci costa niente, il contrario invece concederebbe solo un alibi. Io ci credo ancora, non penso che le avversarie siano migliori di noi. Le altre hanno difetti e problemi, dal punto di vista societario e tecnico. Ripartiamo dalla nostra consapevolezza, con la forza di mettere in campo le nostre qualità”.

LA STORIA SI RIPETE – “Buona parte di questi giocatori c’erano anche nel 2014 quando perdemmo il campionato all’ultima giornata, ma vincemmo i playoff. Non esiste la memoria nel calcio. Secondo me società, dirigenti e tesserati hanno il dovere di provarci fino alla fine, perché hanno le qualità. Non abbattiamoci e tiriamo fuori le nostre qualità migliori”.

 

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