Napoli, Mertens: “Siamo partiti per vincere lo scudetto. Sarri su misura per me e su Insigne…”

Napoli, Mertens: “Siamo partiti per vincere lo scudetto. Sarri su misura per me e su Insigne…”

L’attaccante belga: “Sono nato centrocampista, poi ho fatto la punta esterna, a 30 anni ho iniziato a fare il centravanti”

Nella scorsa stagione l’intuizione di Maurizio Sarri si è rivelata geniale. Per sopperire all’assenza di Arkadiusz Milik per infortunio, il tecnico del Napoli ha dirottato Dries Mertens al centro dell’attacco. Altro che falso neuve, il belga ha stupito tutti dimostrando di essere una vera punta capace di mettere a segno gol a raffica: in questo inizio di campionato sono sette le reti in sette partite. L’ex PSV Eindhoven si è raccontato in una lunga intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica; ecco un estratto: “Non dimentico come sono stato accolto, quando ero un signor nessuno e tutti si facevano in quattro per farmi sentire a casa mia: mica solo adesso che sono sulla cresta dell’onda e le tante attenzioni che ricevo possono sembrare la normalità… Nel 2010 venni a giocare a Napoli da avversario, con l’Utrecht. Mi colpì la cartolina: Vesuvio e lungomare. Tre anni dopo arrivò la chiamata di Benitez e mi tornò in mente quella giornata di sole. Feci un sopralluogo con la mia futura moglie e decidemmo subito che era il posto giusto per noi. Non ce ne siamo mai pentiti”.

RUOLO – “Se sono stato sempre attaccante? No, sono nato centrocampista, poi ho fatto la punta esterna, a 30 anni ho iniziato a fare il centravanti. Avanti tutta. Sono cresciuto innanzitutto grazie alla continuità, che partendo spesso dalla panchina prima non avevo. Ma è grande merito anche del calcio di Sarri, che sembra fatto su misura per me. Amo giocare con il pallone rasoterra e le triangolazione veloci: i punti forti e distintivi del Napoli. E poi mi trovo benissimo con Lorenzo Insigne, con cui non devo più lottare per un posto. Parliamo lo stesso linguaggio tecnico e siamo migliorati insieme”.

PALLONE D’ORO – “La nomination è stata inaspettata, anche se per quello che ho fatto nella scorsa stagione sento di meritarla. Ma è lo stesso una sensazione speciale essere tra i 30 giocatori migliori d’Europa”.

SCUDETTO – “Quest’anno siamo partiti per provare a vincere lo scudetto, anche se le avversarie sono tante e soprattutto la Juventus resta sempre la favorita: per la mentalità e la qualità del suo organico. Gap? Come mentalità ci siamo avvicinati, con il nostro gioco dobbiamo ora provare a limare la differenza complessiva di talento che c’è tra noi e i bianconeri”.

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