Atalanta, Barrow: “Siamo una squadra che se cade si rialza. I consigli preziosi del Papu…”

Atalanta, Barrow: “Siamo una squadra che se cade si rialza. I consigli preziosi del Papu…”

Il centravanti nerazzurro traccia gli obiettivi della stagione

di Redazione ITASportPress

Nei preliminari di Europa League, Musa Barrow, attaccante dell’Atalanta, si è messo in evidenza. Gol anche nelle amichevoli per il centravanti che ha rilasciato un’intervista a L’Eco di Bergamo parlando del suo momento e di quelli che sono gli obiettivi dei nerazzurri nella stagione in corso:

Ora molti bambini gridano il suo nome.
“Per me questa è la gioia più grande, un’emozione fortissima. Anche questa è la bellezza del calcio e poi significa che sto facendo qualcosa di buono”.

Segna in Europa, in allenamento, segna sempre…
“E’ il mio mestiere. Il mister mi dice di attaccare la porta”.

Quanto è importante Gasperini?
“Con Brambilla della primavera, sono fondamentali. Cerco sempre di instaurare un dialogo con gli allenatori, chiedo quello che devo fare, i movimenti, le scelte tattiche. Ho tanto da imparare”.

Più emozionante il primo gol in A o la tripletta al Sarajevo?
“La prima rete in A è il ricordo più bello. Rivedo spesso i miei gol su You Tube. Poi anche il poker rifilato a Roma con la Primavera mi è rimasto nel cuore con gli applausi del pubblico giallorosso: una grande soddisfazione personale”.

Come si trova a Bergamo?
“Molto bene, mi piace soprattutto la tranquillità. Vado a Orio. Faccio passeggiate in centro nel tempo libero. La gente quando entro in un ristorante mi riconosce e mi dice:”Ehi, ciao Barrow”. C’è tanto affetto, ma senza eccessiva pressione. Bergamo è l’ambiente ideale”.

Ai mondiali il giocatore più forte secondo lei?
“In assoluto Modric e poi dico Mbappè, è migliorato molto. Ha imparato a giocare più per la squadra”.

E i suoi progressi?
“Sto lavorando per migliorare fisicamente. In A l’impatto è molto impegnativo. Mi piacerebbe fare più gol di testa. E’ molto difficile segnare in A. In Primavera calciavo spesso da fuori area, mentre in A devo avvicinarmi di più perché i portieri sono fortissimi ed è complicato sorprenderli”.

La mentalità dell’Atalanta è l’arma in più?
“Questa è una squadra che se perde una partita, si rialza subito con la voglia di riscattarsi e di fare meglio la gara successiva. Poi è importante avere sempre la tensione giusta. Siamo concentrati sul ritorno, non si sa mai”.

La cena da pagare alla squadra è stata celebrata?
“Non ancora. Adesso non si può, ci sono troppi impegni ravvicinati, più avanti di sicuro. Il Papu è un grande mi dà un sacco di consigli tecnici, movimenti senza palla, i tagli da fare. Un vero capitano. E poi c’è Masiello, mi ha accolto a braccia aperte, come un fratello maggiore. Mi parla in continuazione, mi aiuta e quando sono un po’ giù, ci pensa lui a risollevarmi il morale. Gli devo molto”.

Dove può arrivare l’Atalanta?
“Io spero di segnare 15 gol e l’Atalanta gioca sempre per vincere e migliorare. La Champions sarebbe un sogno, diciamo sarebbe bello tornare in Europa evitando i preliminari”.

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