Atalanta, un fine anno col botto trascinata da Zapata

Atalanta, un fine anno col botto trascinata da Zapata

Il colombiano nel mese di dicembre, ha bucato la porta avversaria 9 volte in 6 gare

di Redazione ITASportPress

L’Atalanta corre e ha chiuso col botto l’anno. Il vero trascinatore è Duvan Zapata, il colombiano nel mese di dicembre, ha bucato la porta avversaria 9 volte in 6 gare. In ordine: Napoli (1), Udinese (3), Lazio (1), Genoa (1), Juve (2) e Sassuolo (1). Sono 31 giorni (quasi) da record, perché nella storia della A solo un certo Gunnar Nordahl ne ha realizzati di più (10 nel febbraio 1950 con la maglia del Milan). Per Duvan, da aggiungere il guizzo decisivo di Bologna (1-2 il 4 novembre). Ne manca uno per eguagliare il miglior Zapata «italiano» (11 con la Samp nella scorsa stagione). E dire che, quando non andava, il numero 91 parlava così: «L’obiettivo? Far meglio dello scorso anno». Ora un po’ di vacanza, nella sua Cali, poi di nuovo a Zingonia. Alla ripresa trasferta allo Stirpe (20 gennaio, il 14 a Cagliari per gli ottavi di Coppa Italia), lì il primo match-ball per l’aggancio. Con la prospettiva delle 20 reti finali, alle quali andrebbero aggiunte le 2 tra l’andata e il ritorno con l’Hapoel Haifa in Europa League. Torneo volato via a Copenaghen dopo 180’ in bianco, nonostante le mille e più occasioni. Incredibile per una squadra da 16 gol europei in 360’ e da 7 in Italia tra Frosinone (4-0) e Roma (3-3) prima del 30 agosto (ritorno in Danimarca). Data da segnare in rosso. Lo riporta la Gazzetta dello Sport.

CRISI E SI RIPARTE In quel momento si inceppò qualcosa. Zero reti nelle sconfitte con Cagliari (0-1) e Spal (2-0), 2 nel pareggio col Milan. Ancora zero tra Torino (0-0), Fiorentina (k.o. 2-0) e Samp (k.o. 0-1). Era l’Atalanta delle anomalie: non si segna, nonostante le chance. E spesso si perde alla prima concessa all’avversario. In pratica, così fino al 21 ottobre, quando Ilicic rientrò dal 1’ dopo la malattia. Fu protagonista con una tripletta nel 5-1 al Chievo. Da lì il 3-0 al Parma, l’1-2 del Dall’Ara, il 4-1 all’Inter e il 3-1 di Udine, in mezzo i passi falsi con Empoli (3-2) e Napoli (1-2), ai quali seguirà quello col Genoa (3-1). Poi due successi e un pari con Lazio (1-0), Juve (2-2) e Sassuolo. Match spettacolo che ha ricordato proprio il pokerissimo di Verona. Dove, in fin dei conti, tutto è (ri)cominciato.

EMOZIONI Gongola il Gasp, che dopo i fuochi d’artificio con vista Capodanno di Reggio Emilia ha spiegato – con un sorriso enorme – che la sua Dea è pronta per un grande 2019, con la speranza di rivivere le emozioni regalate dal 2018. Anno definito «senza dubbio positivo», nonostante due capitoli da archiviare: Borussia Dortmund e, appunto, Copenaghen. Da gennaio l’obiettivo non sarà solo replicare certe serate, ma soprattutto cambiarne il finale. A Zingonia c’è il potenziale per riuscirci, compreso un attacco che ha poco da invidiare a quelli top nell’Europa che conta. Per info, chiedere proprio a Ilicic. Sabato, al 90’, si è portato a casa il pallone un’altra volta.

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