Sannino: “Da Catania sono andato via prima che avvenissero i famosi episodi dei treni del gol”

Sannino: “Da Catania sono andato via prima che avvenissero i famosi episodi dei treni del gol”

Il tecnico ex Triestina ha fatto una analisi a 360 gradi

di Redazione ITASportPress

“Sarri e lo scudetto del Napoli perso in hotel a Firenze? Quando c’è un campionato e si conoscono già le date devi mettere in preventivo che puoi giocare prima o dopo un’altra squadra in lotta per i tuoi stessi obiettivi”. Cosi a TuttoMercatoWeb Giuseppe Sannino a proposito della lotta Scudetto che ha decretato la Juventus ancora una volta campione d’Italia.

Per l’ennesima volta lo Scudetto lo ha portato a casa la Juventus.
“La Juventus ha dimostrato di essere la più forte. Ha dato grande dimostrazione di forza contro l’Inter, al di là dell’episodio di Pjanic perdeva 2-1 e ha ribaltato la partita vincendo 3-2. Mi auguro che il Napoli riesca a crescere ancora di più”.

Che voto da alla gestione Sarri?
“Sarri ha fatto vedere cose importanti. Però meriterà 10 quando vincerà un campionato”.

Che lotta per la salvezza! E rischia davvero il Crotone…
“Può succedere di tutto. La SPAL gioca in casa contro la Sampdoria, il Chievo contro il Benevento. Dispiace per Zenga, si è dimostrato un allenatore bravo, ha messo in difficoltà anche la Lazio. Credevo che il Crotone potesse salvarsi senza troppi problemi”.

Playoff Serie B: chi la spunterà?
“Complimenti al Cittadella, che arriverà ai playoff con la testa più libera. Bravo il ds Marchetti. I playoff sono un torneo a parte, contano cuore, testa e gambe. Il Palermo ha fatto un campionato di vertice fino ad un certo punto, poi è successo qualcosa. Faccio un augurio a Zamparini e alla città di Palermo affinché possa ritornare a livelli che meritano”.

Mister, e lei? Cinque dimissioni nelle ultime cinque esperienza…
“Negli ultimi anni non ho brillato per tante vicissitudini. Ho dato le dimissioni negli ultimi cinque anni, quando vai via lasci gli anni di contratto e quindi i soldi”.

Perché si è dimesso così tante volte?
“Per me fare l’allenatore vuol dire avere in mano le redini della squadra e gestirla. Quando questo viene meno o stai lì e prendi lo stipendio oppure lasci”.

Eppure alla Triestina i risultati erano dalla sua. Nonostante le dichiarazioni di Milanese…
“Quando ho lasciato non ho mai fatto dichiarazioni polemiche. Ho visto però che il mio buon amico Milanese ha detto che sono andato via per i risultati… beh, a Trieste il programma era di due anni e avevo accettato la Triestina per questo. Ho lasciato la squadra in zona playoff. Ho costruito un piccolo gioiello che faceva un bel calcio”.

Cosa è successo davvero alla Triestina? Milanese ha detto che lei ha pagato i risultati. E invece sì è dimesso.
“Non parlare a volte è molto meglio di quando si parla. Ma la verità la sanno tutti: giocatori e ambiente. Dai tempi di Palermo non mi sono mai permesso di dire una parola, ma se devo sentire delle stronzate è giusto rispondere. Sono andato via da Trieste in zona playoff. Giocatori e tifosi sanno la verità. Non accetto intromissioni di natura tecnica”.

Si spieghi meglio…
“Amo sempre il confronto, ma quando non mi sento libero di poter fare il lavoro come è giusto che faccia un professionista è corretto farsi da parte. Io vivo di passione e lavoro per la società, però la mia faccia devo metterla perché sono libero. Sono una persona che vuole fare il proprio mestiere ed essere giudicata alla fine. Non sto da una parte per prendere i soldi, per me è più dignitoso dimettersi che aspettare che ti mandino via”.

Watford, Catania, Carpi, Salernitana e Triestina. Le analizziamo tutte?
“Al Watford eravamo secondi in classifica, a Catania sono andato via prima che avvenissero i famosi episodi dei treni del gol, del Carpi non voglio parlare, mi sono dimesso anche alla Salernitana a pochi punti dai playoff. Alla Triestina sono andato perché pensavo si potesse lavorare per un progetto. Non credevo di dover andare contro il mio modo di essere. Le dimissioni non devono passare per una debolezza, anzi”.

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