Carrasco, sospensione e critiche da parte dei compagni: “Non puoi vincere da solo. Hai rovinato l’atmosfera del gruppo…”

Carrasco, sospensione e critiche da parte dei compagni: “Non puoi vincere da solo. Hai rovinato l’atmosfera del gruppo…”

Il belga del Dalian Yifang nel mirino di società e squadra

di Redazione ITASportPress

Dopo le notizie della sua sospensione, arrivano ulteriori dettagli del caos in casa Dalian Yifang generato dall’esterno belga Yannick Ferreira Carrasco. L’ex calciatore dell’Atletico Madrid, impegnato con la sua Nazionale per la doppia sfida delle qualificazioni a Euro 2020, è rientrato in ritardo dal ritiro con il Belgio ed è stato costretto, dunque, a saltare la partita di campionato contro l’Hebei Fortune.  Il giocatore classe ’93 aveva già provato a giustificarsi, fornendo la sua versione dei fatti sui social ma la società ha deciso per la punizione.

COMPAGNO – Un gesto che non è piaciuto al giocatore e che ha creato tensione all’interno della squadra in cui milita anche l’ex Napoli Marek Hamsik. Carrasco, però, non è stato l’unico giocatore sospeso dal Dalian. Infatti, come riporta Sky Sport, lo stesso provvedimento è stato inflitto a Yu Ziqian, punito per alcune frasi espresse sui social network e che hanno messo in cattiva luce la società.

Il portiere del club cinese se l’è presa proprio con Carrasco e il suo atteggiamento da star e avrebbe scritto su Weibo: “Sei una star e giochi bene, ma non puoi vincere le partite da solo. Quando abbiamo giocato contro lo Shanghai Greenland Shenhua hai preso volontariamente il giallo per farti squalificare e tornare prima in Europa, senza giocare contro lo Shanghai SIPG. E quando abbiamo giocato contro l’Hebei China Fortune, hai detto che il tuo aereo aveva fatto tardi. Ma se sei tornato un giorno prima, come è possibile? Ora che sei tornato in allenamento non ti muovi. Quando giochiamo le partitelle stai fermo in mezzo al campo, non attacchi e non difendi. Hai rovinato l’atmosfera del gruppo. Per un professionista gli allenamenti sono importanti come la vita. Non importa quanto un calciatore sia importante, non può esserlo più dell’intera squadra. Speriamo di poterci salutare in maniera gentile, così come ti abbiamo accolto quando sei arrivato”.

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