CASO CATANIA, arresti domiciliari: le misure restrittive per gli imputati

di Redazione ITASportPress

La polizia, lo scorso 23 giugno, ha eseguito sette ordinanze di custodia cautelare nei confronti di dirigenti del Catania che avrebbero comprato alcune partite del campionato di calcio Serie B appena concluso, per consentire alla squadra di vincere ed evitare così la retrocessione.

Agli arresti domiciliari sono finiti il presidente del club, Antonino Pulvirenti, l’amministratore delegato Pablo Cosentino, il direttore sportivo Daniele Delli Carri. Ecco le misure restrittive che vengono adottate per i dirigenti del Catania.

Il diritto penale fa parte del diritto pubblico interno e si occupa di definire le dinamiche della pena per coloro che commettono reati più o meno gravi. Il diritto penale va ad analizzare dunque la gravità del reato commesso definendo la giusta pena da infliggere a colui che ha commesso un illecito penale.

Arresti domiciliari: cosa sono gli arresti domiciliari

Gli arresti domiciliari sono regolati dall’articolo 284 del Codice Penale. Gliarresti domiciliari prevedono, secondo provvedimento specifico del Giudice che si occupa del processo e del caso, che il condannato può scontare la pena presso la propria abitazione di residenza o presso un istituto di assistenza fisica o psichica (se il condannato ha bisogno di cure specifiche) senza però allontanarsi da essa.

In alcuni casi l’imputato può inoltre interagire esclusivamente con le persone che lo assistono e che abitano con lui e con nessun altro. Saranno poi il Pubblico Ministero o al Polizia Giudiziaria a controllare che il condannato rispetto le regole secondo quanto previsto dai provvedimenti del giudice.

Gli arresti domiciliari non vengono comunque concessi a tutti; non può ad esempio essere dato a chi è stato condannato per evasione nei cinque anni che precedono la condanna stessa. Chi è agli arresti domiciliari viene infine considerato in stato di custodia cautelare.

Arresti domiciliari: detenzione domiciliare

La detenzione domiciliare si differenzia invece dagli arresti domiciliari, che sono considerati per lo più delle misure cautelari in determinate situazioni particolari. La detenzione domiciliare che consente di scontare la pena nella propria abitazione o in istituti di natura assistenziale viene invece considerata come una forma di riscatto di pena.

La detenzione di pena può infatti essere concessa a:

coloro che soffrono di gravi problemi di salute;

donne incinte o madri di prole di età inferiore a dieci anni ;

i padri con potestà, di figli di età non superiore a dieci anni, in assenza o impossibilità della madre;

le persone di età superiore ai sessant’anni, inabili anche parzialmente;

le persone di età inferiore ai ventun’anni, che hanno particolari situazioni di salute, famiglia, studio o lavoro.

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