Clamoroso al Giro: la EF chiede la conclusione anticipata della corsa

La squadra si è detta preoccupata per i tanti casi Covid-19 emersi

di Redazione ITASportPress

In attesa di capire se la favola di Joao Almeida proseguirà anche dopo la cronometro di sabato e l’arrivo in salita di domenica, un colpo di scena clamoroso si verifica al Giro d’Italia. Stavolta non c’entra la strada. La bomba è della EF Education First: la formazione statunitense avrebbe ritenuto troppo pericoloso far proseguire la corsa rosa per via dei tanti casi Covid-19 verificatisi anche all’interno della carovana e per l’impossibilità di garantire una “bolla” capace di isolare i corridori.

REPLICA

Il direttore del Giro Mauro Vegni ha voluto replicare: “La giornata è iniziata con notizie non corrette sulla positività di un gruppo di agenti di polizia, tant’è vero che è arrivata una smentita da parte del Ministero degli Interni (i motociclisti appartenevano alla scorta del Giro E, non avevano dunque avuto alcun contatto con la carovana del Giro dei professionisti, ndr). Se tutto questo è nato da informazioni non verificate, potete trarre da soli le conseguenze. Il virus c’è non solo al Giro d’Italia, ma bisogna avere il coraggio di andare avanti seguendo le regole ed operando con serietà. Rispetto le paure e i dubbi dei ragazzi, noi stiamo facendo tutto quanto è nelle nostre possibilità per garantire la sicurezza e la salute. Ma la ‘bolla di tranquillità’ dovrebbero crearla prima di tutto le squadre e coloro che stanno attorno ai corridori”.

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