NBA, Bryant: “Sogno di chiudere con le Olimpiadi. Ecco i 5 più forti che ho incontrato”

NBA, Bryant: “Sogno di chiudere con le Olimpiadi. Ecco i 5 più forti che ho incontrato”

Intervenuto in una call conference con i giornalisti di tutto il mondo, Kobe Bryant, stella dei Los Angeles Lakers, ha parlato a 360 gradi

di Marco Carmanello, @MarcoCarmanello

Intervenuto in una call conference con i giornalisti di tutto il mondo (146, collegati da 24 paesi differenti), Kobe Bryant, stella dei Los Angeles Lakers, ha svelato sia come vorrebbe chiudere la carriera che i cinque giocatori più forti che ha incontrato. La guardia è anche tornata su un sogno che aveva nel cassetto: quello di giocare in Italia.

Non c’è proprio spazio per una chiusura in un campionato europeo, magari in Italia che tanto ami e dove sei cresciuto?
“Mi piacerebbe, mi sarebbe tanto piaciuto fare un’ultima stagione oltreoceano. Ma no, il mio corpo non me lo consente. Lo accetto, ma mi dispiace”.

La degna chiusura potrebbe essere giocare alle prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro. Grandi campioni come Bird e Magic Johnson hanno chiuso proprio con l’oro olimpico. Ci sarai?
“Ho già vinto due ori, ma certo mi piacerebbe partecipare ai prossimi Giochi. Sarebbe un modo fantastico per finire la carriera, giocherei con i grandi campioni di oggi. Sì, sarebbe molto bello, vediamo”.

Intanto prima c’è il tuo ultimo Natale sul parquet, il sedicesimo, un record. Come ti senti?
“Nelle ultime partite sto ritrovando il ritmo e le giocate che mi appartengono. Lo dimostra la schiacciata contro Houston. Negli ultimi tre anni ho sofferto molto, ma ho lavorato come un matto e ora vengo ripagato”.

Speri almeno di essere selezionato per l’All Star Game?
“Beh, l’ho già giocato 17 volte: se non dovessero votarmi, non sarebbe un dramma. Ma è chiaro che mi farebbe piacere esserci, anche solo come ambasciatore”.

I Lakers perdono quasi sempre, ma il tour d’addio procede e gli attestati di stima dei tifosi sono tantissimi.
“Mi sto godendo ogni match che disputo, ricevere il rispetto del pubblico è qualcosa di magnifico. Quando smetterò mi mancheranno tante cose: la tensione della gara, gli allenamenti, la lotta per essere il migliore”.

Senza di te i Lakers come ripartiranno?
“I Lakers torneranno ad essere grandi e a vincere, come fecero dopo l’addio di Magic Johnson. Servono scelte sagge, giuste, per ricostruire la squadra”.

Cosa farai una volta smesso?
“Innanzitutto avrò più tempo per me e per la mia famiglia. Poi mi piacerebbe aiutare i bambini con gli eventi NBA in giro per il mondo”.

Quali sono i cinque giocatori più forti che hai incontrato?

“Mmm, ne ho affrontati talmente tanti! Dico Michael Jordan, Hakeem Olajuwon, Kevin Durant, LeBron James e Clyde Drexler”.

E le squadre più forti, quelle che ti hanno fatto più soffrire?
“I San Antonio Spurs, i Boston Celtics del 2008, i Chicago Bulls, i Detroit Pistons dell’anello e i Sacramento Kings del 2002”.

E tu dove ti collochi? Vicino o sopra a leggende tipo Jordan?
“A me non interessano le classifiche, mi preme di più quello che ho trasmesso, quello che ho lasciato in eredità alle generazioni di oggi e quelle di domani. Mi auguro di aver avuto un’influenza positiva”.

Tu ami il basket, ma ti piace anche il calcio, che però è ricco di fatti di corruzione e di scandali. Cosa ne pensi?
“Lo sport deve essere puro, la gente vuole vedere le partite e divertirsi. Queste cose non fanno bene, ma già questi passi servono a ripulire un mondo che può dare tanto”.

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