Tennis, Rolex Paris Masters: il russo Khachanov in finale batte a sorpresa Djokovic

Tennis, Rolex Paris Masters: il russo Khachanov in finale batte a sorpresa Djokovic

Dopo i successi del 2009, 2013, 2014 e 2015 Djokovic puntava al pokerissimo

di Redazione ITASportPress

Un anno fa giocava le Next Gen Atp Finals di Milano, lui che già ad ottobre del 2016 – a soli 20 anni – era stato capace di vincere un titolo del circuito maggiore, a Chengdu in Cina. Ora ecco che, esattamente 12 mesi dopo la partecipazione alle prime Next Gen Atp Finals, Karen Khachanov conquista il suo primo trofeo Masters 1000, la categoria di tornei seconda solo agli Slam.

DA MILANO A BERCY – L’exploit il russo lo ha compiuto aggiudicandosi il “Rolex Paris Masters”, ultimo Masters 1000 dell’anno dotato di un montepremi di 4.872.105 dollari che si è concluso sul veloce indoor del Palais Omnisport di Parigi-Bercy, appuntamento che ha chiuso la “regular season” del circuito maschile. In finale Khachanov, numero 18 Atp, ha sconfitto per 75 64, in un’ora e 37 minuti di partita, il serbo Novak Djokovic, numero 2 Atp (ma da lunedì sarà di nuovo in vetta al ranking scavalcando Nadal) e seconda testa di serie. Il 22enne moscovita ha così chiuso una settimana da favola che lo ha visto battere ben 4 top-ten di fila – Isner (al quale aveva annullato 2 match-point), Zverev, Thiem e Djokovic – e guadagnarsi un best ranking da favola, numero 11, ad un passo soltanto dall’élite mondiale. Il moscovita ha anche allungato la sua imbattibilità nelle finali: ne ha vinte quattro su quattro: oltre quella già citata di Chengu nel 2016, quest’anno ha portato a casa il trofeo a Marsiglia e Mosca prima dell’expolit parigino.

LA FINALE – Dopo i successi del 2009, 2013, 2014 e 2015 Djokovic puntava al pokerissimo e ad eguagliare il record di trofei “1000” di Nadal (33). Novak – che aveva vinto l’unico precedente, disputato proprio quest’anno negli ottavi del torneo di Wimbledon – ha sicuramente pagato la fatica delle tre ore necessarie a fermare Federer in semifinale. Nella sua 104esima finale in carriera – la sesta in questa stagione nella quale dopo aver perso al Queen’s (con match-point contro Cilic) ha conquistato Wimbledon, il Masters 1000 di Cincinnati, gli Us Open ed ancora il “1000” di Shanghai arrivando a 72 i trofei in bacheca – Nole è anche partito bene prendendo un break di vantaggio nel quarto gioco (3-1) dopo aver avuto una chance di riuscirci anche nel secondo game. Khachanov però se lo è ripreso immediatamente e con i suoi colpi devastanti a cominciare dal servizio. Nell’undicesimo gioco il serbo ha concesso la seconda palla-break di tutto il set ed anche stavolta il russo non se l’è lasciata sfuggire, archiviando poco dopo il primo parziale. Nella seconda frazione Khachanov ha strappato il servizio a Nole già nel terzo gioco ed il 31enne di Belgrado è già stato bravo nel settimo ad evitare che i break diventassero due. Djokovic ha messo in campo le ultime energie ma il russo nei suoi ultimi due turni di servizio ha concesso un solo “quindici”, chiudendo al primo match-point.
“Per me significa tutto” – ha commentato il ragazzone russo a fine match – “non avrei potuto essere più felice di chiudere la stagione in questo modo”.

NOLE SI CONSOLA CON LO SCETTRO – Sfuma il record “1000” per Djokovic che però da lunedì tornerà in vetta al ranking mondiale, spodestando Rafael Nadal. Ancora a giugno Nole era numero 22: il serbo è il primo tennista a diventare numero uno in una stagione in cui era fuori dai primi 20 dopo 18 anni (nel 2000 Safin passò dal n. 38 al n.1).

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