Zanardi, il racconto del camionista: “Non riesco a dormire la notte. Non c’era spazio per evitarlo”

“È stato un secondo, le ruote della sua handbike erano per aria. Ho provato ad allargarmi sulla destra rischiando di andare fuori strada, ma se non l’avessi fatto sarebbe stato un frontale”

di Redazione ITASportPress
Zanardi

“Sono distrutto dal dolore”. Parla così Marco, il conducente del camion che nelle scorse ore ha travolto Alex Zanardi. Indagato per atto dovuto, la Procura ha aperto un fascicoloper il reato di lesioni gravi o gravissime da incidente stradale. Risultato negativo al test per alcol e droga, l’uomo è residente in un paesino del Senese, padre di tre figli e fa questo mestiere da quando aveva 20 anni.

Parlando a Repubblica, come riporta anche Fanpage, il camionista ha raccontato quei terribili momenti e il suo dolore: “Non riesco a dormire, appena chiudo gli occhi riparte quel film“, ha detto Marco che ha ripercorso quegli istanti terrificanti: “Cosa è accaduto? L’ho visto con i miei occhi sbandare e cadere. Ha come perso il controllo del mezzo. Prima ha invaso la mia corsia, poi è caduto a terra sbattendo la spalla sinistra. La salita, il camion che arranca, cambio marcia, la curva a sinistra, la macchina della municipale che mi viene incontro, il gruppo di ciclisti, Zanardi che sbanda… E io che sterzo a destra provando ad evitarlo. Ma era impossibile. Non c’era spazio”. Tutto questo in pochi momenti: “È stato un secondo, le ruote della sua handbike erano per aria. Ho provato ad allargarmi sulla destra rischiando di andare fuori strada, ma se non l’avessi fatto sarebbe stato un frontale. Con la coda dell’occhio l’ho visto sparire, ho temuto che fosse finito sotto le ruote”.

ATTIMI SUCCESSIVI – “Stavo andando ad una velocità di non più di 30 chilometri all’ora”, ha aggiunto il camionista. “Il mio camion era a pieno carico, stavo trasportando cereali da consegnare al Consorzio Agrario di Sinalunga, e la strada, nella mia direzione, era leggermente in salita. A quanto andava il gruppo di ciclisti? Piano non andava ed era preceduto da un’auto della municipale, bianca e rossa, e dietro c’erano altre due automobili. Non ho capito subito che si trattava di Alex Zanardi. Ero troppo sconvolto. Mi sono fermato appena sentito l’impatto: ho alzato la tavoletta dell’acceleratore e il camion, così pesante e in salita, si è arrestato immediatamente. Sono sceso, e già attorno ad Alex si era formato un gruppo di persone che gli stavano prestando soccorso. Ero ammutolito. Sono riuscito solo a comporre il numero di mia moglie. Non ricordo bene quando mi hanno detto che quell’uomo a terra era Zanardi. Proprio lui, una grandissima persona, lo ammiro per il suo coraggio, per tutto quello che ha saputo fare nella vita. Sono distrutto dal dolore, ma neanche immagino quello che possano provare in queste ore la moglie e il figlio di Alex. Mi dispiace tantissimo. Speriamo che ce la faccia anche questa volta”.

LE IMPRESE DI ZANARDI

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy