Albacete, Zozulya non si dà pace: “Mi chiamavano nazista. Ora comunista. Tra poco sarò omosessuale”

Albacete, Zozulya non si dà pace: “Mi chiamavano nazista. Ora comunista. Tra poco sarò omosessuale”

Il calciatore ucraino ancora al centro di alcune polemiche

di Redazione ITASportPress

Ancora al centro delle polemiche. Dopo le accuse arrivate per via dei sui presunti ideali estremisti, Roman Zozulya, calciatore dell’Albacete, è di nuovo sotto i riflettori. Il calciatore non ci sta e si racconta in una lunga intervista rilasciata a Football Hub.

All’epoca delle prime accuse, Zozulya fu protagonista sul campo, abbandonando il terreno di gioco il 19 dicembre nel match contro il Rayo Vallecano e generando molte discussioni. Nonostante le sue parole, e diversi mesi trascorsi, le cose non sembrano cambiate per lui: “Mi chiamavano nazista. Le persone sono andate nel mio profilo Facebook a guardare cosa facevo. Poi sono diventato razzista e comunista. Adesso manca solo che mi diano del moricon che in spagnolo significa omosessuale. Non mi sorprenderei”.

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