Aston Villa, la storia di Wesley: “La mia unica possibilità era fare il calciatore. Ho una gamba più corta dell’altra, ma…”

Aston Villa, la storia di Wesley: “La mia unica possibilità era fare il calciatore. Ho una gamba più corta dell’altra, ma…”

“Mi servivano soldi per i bambini, sarei andato in qualsiasi squadra, ma tutti mi dicevano di no”

di Redazione ITASportPress

Classe 1996, Wesley Moraes Ferreira da Silva, meglio noto solo come Wesley, attaccante dell’Aston Villa, si racconta in una lunga intervista rilasciata a Sky Sports. Tante le difficoltà avute nella propria vita nonostante la giovane età. Prima di diventare calciatore, il brasiliano era andato incontro a tanti ‘no’.

Diventato padre per la prima volta a 14 la sua unica possibilità era quella di riuscire a sfondare nel mondo del pallone: “Ho avuto il mio primo figlio a 14 anni. Per me è stata dura, perché è stato in quel periodo che ho iniziato a provare a diventare un calciatore. Avevo bisogno di guadagnare soldi e a quell’età era difficile, lavoravo di giorno e mi allenavo di sera”. Poi il secondo figlio, all’età di 16 anni: “Quando è arrivato anche il secondo figlio mi sono detto che avrei dovuto fare di tutto per diventare un calciatore professionista“.

DIFFICILE – “Mi servivano soldi per i bambini, sarei andato in qualsiasi squadra, ma tutti mi dicevano di no. Al sesto rifiuto ho pensato di lasciare il calcio, credevo che per me tutto fosse finito, poi ho avuto la mia chance in Slovacchia. Le prime settimane sono state dure, il clima rigido, faceva freddo, ha nevicato per tre mesi di fila, non sentivo più i miei piedi. Ma oggi sono felice di essere in Premier League, il miglior campionato del mondo. Ogni giorno penso al mio passato, ai ‘no’ che ho ricevuto e sono contento di quello che faccio. Certo, è stata dura, mia mamma era sola con me e i miei fratelli, ha lavorato tantissimo ed oggi faccio tutto per lei. Mi ha aiutato in ogni modo ad inseguire il mio sogno e la chiamo dopo ogni allenamento”.

STRANEZZA – Una storia veramente bella ed emozionante quella di Wesley che adesso è felice e può anche scherzare su una particolarità che lo contraddistingue: “Ho una gamba più lunga di tre centimetri rispetto all’altra. Lo so. Non so che dire, sono così. Io non ho mai avuto dolori o cose del genere e adesso spero solo di continuare a giocare a calcio così”, ha concluso Wesley.

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