Carlos Alberto, una Champions col Porto e tanti vizi: “Fumavo, bevevo e andavo in discoteca la notte…”

Carlos Alberto, una Champions col Porto e tanti vizi: “Fumavo, bevevo e andavo in discoteca la notte…”

Il giocatore segnò il primo gol della finale vinta dalla squadra all’epoca allenata da José Mourinho

di Redazione ITASportPress

Carlos Alberto Gomes de Jesus, per tutti solo Carlos Alberto. In tanti lo ricordano per il suo talento mai veramente sbocciato. Da quel gol che diede il là alla straordinaria impresa del Porto allenato da José Mourinho in finale di Champions League nel 2004, fino ad una carriera trascorsa tra tanti, tantissimi vizi e pochi exploit.

Il centrocampista ha parlato in un’intervista al portale brasiliano UOL Esporte raccontando i lati, neppure tanto nascosti della sua vita calcistica e non… Alcool, sigarette e nottate in discoteca che ne hanno caratterizzato fin dal principio la carriera, poi sconvolta anche da un caso di doping per il quale lui si è sempre ritenuto innocente.

VIZI – Non ha problemi ad ammettere cosa faceva quando era appena un ventenne: “Bevevo, fumavo, facevo altre cose, poi andavo in campo e correvo”, ha raccontato Carlos Alberto. “Oggi i giocatori non fanno nulla, non hanno nemmeno il sangue per correre. Uno una volta mi ha chiesto: ‘Ma fumavi quando giocavi?’. Un sacco. Ho cominciato in Portogallo. Oggi fumo meno, voglio smettere. Non è una buona cosa per chi deve portare avanti una carriera che dipenda dal proprio corpo”. Ma anche le notti a ballare: “Certo che ci andavo. Non avevo bisogno che qualcuno mi ci portasse. Ma erano normali nottate in discoteca nulla di più. Il giorno dopo tornavo ad essere un professionista”.

ERRORI – Tante vicende extra campo per un ragazzo che dal gol in finale di Champions a 19 anni non ha avuto modo di realizzarsi e mettere in pratica il suo talento: “A volte mi domando: sono stato preparato per tutto questo? Tutti pretendono che tu sia educato, che ti comporti bene, ma un calciatore di 20, 22 anni è ancora un bambino di fronte alla vita e ha bisogno di commettere errori ed imparare. Io credo che si possano commettere, ma niente è irreparabile”.

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