Keita Balde contro il razzismo: posti letto ai braccianti del Senegal ma strutture rifiutano

Keita Balde contro il razzismo: posti letto ai braccianti del Senegal ma strutture rifiutano

La denuncia social dell’attaccante

di Redazione ITASportPress
Keita Balde

Una denuncia social molto grave quella di Keita Balde, ex attaccante di Lazio e Inter. Nei giorni delle manifestazioni contro il razzismo generate dalla morte di George Floyd, con tanti calciatori che hanno voluto mandare il proprio messaggio, ecco anche quello del senegalese, adesso al Monaco, che attraverso il proprio profilo Instagram ha voluto rendere nota una vicenda che lo ha coinvolto in prima persona. L’attaccante si era proposto di pagare l’alloggio a 200 braccianti senza un tetto ricevendo, però, tante risposte negative da parte di diverse strutture alberghiere.

La denuncia di Keita Balde

Keita Balde ha denuncia un fatto di razzismo a Lérida. Il senegalese, catalano di nascita, voleva pagare l’alloggio a 200 braccianti costretti a dormire in strada, ma la sua richiesta è stata respinta da più di una decina di strutture. “Siamo in un sistema sgradevole e brutto in cui affittare una casa o altro genera problemi per il colore della pelle o per il fatto di essere di un altro Paese. Non mi arrenderò e manterrò la mia promessa costi quel che costi! Vi chiedo un po’ di pazienza e forza”. Con l’aiuto dell’attività anti-razzista Nogay Ndiaye, Keita aveva provato a fare la sua parte come ha spiegato l’uomo: “Abbiamo offerto di pagare in anticipo l’alloggio per 200 persone per 4 mesi ma la maggior parte di ostelli, hotel e alberghi si sono rifiutati per la provenienza delle persone. Questo è un chiaro caso di razzismo”.

Keita vive nel Principato di Monaco dal 2019 dopo aver lasciato l’Inter in compagnia della sua bellissima moglie Simona Gualtieri.

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