Liga, crisi Covid e tetto salariale delle grandi dimezzato. Ecco chi peggio tra Barcellona e Real

Salary Cup che colpisce maggiormente Barcellona e Real Madrid

di Redazione ITASportPress

La Liga ha pubblicato ieri la nuova Salary Cap, il tetto salariale che le prime due divisioni spagnole impongono ai club. Da diversi anni la Liga pubblica le cifre che ogni club può spendere per gli stipendi della propria rosa, tecnici compresi. Come riporta oggi la Gazzetta dello Sport il confronto tra le ultime due stagioni, la 2019-20, pre-Covid, e l’attuale, rende perfettamente l’idea della situazione. Il club più danneggiato è senz’altro il Barcellona, che passa da 671,4 milioni di euro a 382,7, una riduzione del 43% del monte salari concesso dalla Liga. I catalani erano la squadra di Liga che più poteva pagare i propri giocatori, primato ora ceduto al Madrid che è passato in un anno da 641 a 468,5 milioni. Una riduzione del 27% ma la Casa Blanca ora può investire in stipendi 85,8 milioni più del grande rivale catalano, mentre solo un anno fa aveva a disposizione 30,4 milioni in meno. Il Madrid poi può pagare quasi il doppio degli stipendi concessi all’Atletico, che ha avuto una riduzione simile a quella dei “cugini”, 28%, ma partiva da una cifra più bassa, 348,5 milioni ora ridotti a 252,7. Stabile il Siviglia, maggiori possibilità di spesa per Villarreal, Real Sociedad e Granada grazie alla partecipazione alla Europa League, tracollo del Valencia dove è necessario un ribasso del 40%, da 170,6 a 103,4 milioni, che ha già portato alle cessioni di Parejo, Rodrigo Moreno, Kondogbia, Ferran Torres e Coquelin. Insomma causa Covid anche in Spagna non se la passano bene. In Italia le cose vanno anche peggio e soprattutto i top club con ingaggi faraonici hanno maggiori problemi.

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