Arsenal, Emery spiega: “Dopo 22 anni bisognava cambiare. Wenger? L’ho incontrato e mi ha detto…”

Arsenal, Emery spiega: “Dopo 22 anni bisognava cambiare. Wenger? L’ho incontrato e mi ha detto…”

“Credo che l’Arsenal avesse bisogno di un po’ di aria fresca, non solo nel mio ruolo ma anche riguardo a dirigenti e addetti ai lavori”

di Redazione ITASportPress

Un buon quinto posto in classifica lancia l’Arsenal all’inseguimento di Manchester City, Liverpool, Chelsea e Tottenham. Con l’arrivo di Unai Emery le cose sono cambiate e l’avvio di stagione piuttosto importante ne è la prova. Un cambiamento che era nell’aria e soprattutto che era divenuto fondamentale per far tornare i Gunners tra i club più in vista del panorama europeo. A parlare della squadra inglese e dell’inizio della nuova era, è stato proprio il neo tecnico che, intervistato da Marca, ha parlato della sua avventura in Premier League e dell’inizio di stagione dei suoi.

INIZIO – “L’Arsenal cercava un nuovo allenatore in seguito all’addio di Wenger, ma non ero l’unico nome in lista. Gazidis voleva avere un colloquio con tutti i candidati al ruolo di allenatore, fino a quando Arturo Canales, oggi diventato il mio procuratore, non ha convinto tutti a scegliere me”.

EREDITA’ – Sull’addio di Wenger e la necessità di cambiare: “22 anni sulla stessa panchina, nel calcio di oggi, non sono semplici da gestire. Credo che l’Arsenal avesse bisogno di un po’ di aria fresca, non solo nel mio ruolo ma anche riguardo a dirigenti e addetti ai lavori. Serviva qualcosa di nuovo, capace di portare nuovi stimoli in questo ambiente. Dopo 22 anni di Wenger ho dovuto aprire le finestre”. E proprio sull’ex manager aggiunge: “Se ho incontrato Arsene? Sì, una volta. Mi ha dato tanti consigli e informazioni, ma ciò non importa. Qui serviva ripartire da zero, ancora oggi ripeto ai miei ragazzi che siamo solo all’inizio”.

SQUADRA – Un pensiero anche ai giocatori e più precisamente ai portieri e all’ex Sampdoria Torreira: “Ci sono delle gerarchie. E’ arrivato un pezzo grosso come Leno, ma Cech ha fatto bene fino ad oggi e bisogna portargli rispetto. Lo stesso è successo con Guendouzi e Torreira”.

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