Manchester United, Solskjaer rivela: “Ecco come ho trasformato Pogba, Rashford e Lindelof…”

Manchester United, Solskjaer rivela: “Ecco come ho trasformato Pogba, Rashford e Lindelof…”

Il tecnico norvegese racconta alcuni retroscena avuti con determinati giocatori al momento del suo arrivo

di Redazione ITASportPress
Manchester United

Il Manchester United è quarto in Premier League. Una sorta di miracolo, visto l’andamento di inizio stagione. L’arrivo di Ole Gunnar Solskjaer ha cambiato testa e corpo dei calciatori che adesso sono, senza dubbio, tornati tra i più forti e competitivi di tutto il campionato inglese.

Intervistato dal Sun, l’allenatore norvegese ha raccontato alcuni particolari relativi al cambio di mentalità che ha portato al suo arrivo ed in particolar modo alcuni discorsi avuti con Pogba, Rashordo e Lindelof. “La prima cosa che abbiamo fatto è stata una riunione tenica sui giocatori e chiarire le aspettatiteve che dovevano esserci per ciascun giocatore. Chiarire il motivo per cui si trovano nello spogliatoio del Manchester United. Non un club qualunque. Perché per essere qui devi essere speciale. Forse, alcuni di loro avevano perso quella convinzione nei propri mezzi. Quando non vinci, spesso capita di dubitare di te stesso, fa parte della natura umana. Abbiamo sentito la necessità di riaccendere in loro questa convinzione. Così hanno iniziato ad alzare la testa e ricordare il motivo per cui erano arrivati al Manchester United”.

POGBA – Ma in particolare, Solskjaer raccona cosa ha detto ad alcuni giocatori. Su tutti Paul Pogba che con il precedente tecnico, Mourinho, non aveva avuto un rapporto piacevole: “La prima cosa che ho detto a Pogba è stata congratularmi con lui per la Coppa del Mondo e gli ho detto ‘Paul, fantastico, sono così felice per te. Un vincitore della Coppa del Mondo qui è grandioso'”. “Ma poi gli ho detto: ‘Ora sei al Manchester United, quindi giochiamo, lascia che il passato sia passato e guardiamo avanti’. Dovevamo assicurarci di rispettare gli standard del club e le aspettative che avevamo su di lui. Fino ad ora ha risposto molto bene”.

RASHFORD – “In realtà ho incontrato Marcus per caso quando abbiamo vinto contro lo Young Boys. Gli ho parlato nel corridoio dopo la partita, ha avuto due o tre occasioni per farlo e gli ho detto ‘stai imparando bene le cose, ti rilassi e starai bene.'”. “Un mese dopo averci lavorato gli ho ripetuto le stesse cose: ‘Calmati figliolo, starai bene, perché stai entrando bene nelle partite e stai facendo delle belle prestazioni'”. “Ha iniziato con una punizione e subito dopo, dopo tre minuti, ha segnato ancora contro il Cardiff, quindi è un ottimo inizio per noi come società”.

LINDELOF – Non posso parlare di quali fossero le tattiche con lui, ma gli dissi: ‘Viktor uno dei tuoi punti di forza è portare la palla fuori dal campo, passare la palla correttamente’, e noi gli abbiamo permesso di farlo. Mi sono seduto con lui io con il mio norvegese e con lui con il suo svedese, è stato bello avere quella connessione di parlare la stessa lingua, a volte sento che rende tutto più facile. Viktor è un ragazzo fantastico, avrà un bambino presto, diventerà un uomo e sta maturando. Non è facile venire in Inghilterra, e soprattutto al Manchester United. Qui c’è un livello diverso con diverse aspettative sulle tue spalle: tutto è sotto la lente di ingrandimento, ma lui ha avuto un grande mentore come Zlatan Ibrahimovic. Zlatan lo ha aiutato così tanto con la sua mentalità. A volte ci vuole tempo. Victor ha avuto un momento difficile all’inzio, ma ora è davvero diventato forte. Non ho fatto nulla di diverso rispetto a quello che ho fatto a tutti gli altri, mi siedo e gli parlo e cerco di conoscerlo”.

 

 

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