Real Madrid, Zidane: “Io a rischio? Oggi sono l’allenatore, domani chissà. Nel nostro lavoro non c’è certezza…”

Real Madrid, Zidane: “Io a rischio? Oggi sono l’allenatore, domani chissà. Nel nostro lavoro non c’è certezza…”

“Coronavirus? Ci fidiamo di ciò che ci dicono e seguiamo i consigli. La situazione non è chiara”

di Redazione ITASportPress

“Mi sento supportato dal club, ma nel nostro mestiere non si hanno certezze”, parola di Zinedine Zidane. Il tecnico del Real Madrid ha parlato in conferenza stampa, come riporta Marca, in vista della gara di campionato contro il Betis. Liga, coronavirus e il suo futuro sulla panchina blanca tra i temi affrontati dell’allenatore.

CAMPIONATO – “Il Betis? Conosciamo le difficoltà di questo campo. Il Betis sta andando bene, è una squadra molto buona nonostante i recenti risultati. Richiederà tanta energia, sia fisica che mentale. Noi primi? Non guardiamo la classifica, ci prepariamo nel miglior modo possibile la partita”.

PANCHINA – Alcuni recenti rumors vorrebbero Zidane a rischio, il tecnico ha commentato le voci senza problemi: “È una fortuna essere qui. La mia passione, oltre alla mia famiglia, è il calcio. È un orgoglio essere in questo club e lavorare qui. La sicurezza di continuare sempre ad essere l’allenatore non esiste. Importa ciò che faccio ogni giorno. Mi sento supportato dal club ma sappiamo come funziona: oggi sono l’allenatore del Real Madrid, ma questo può cambiare”. “Se qualcuno mi ha chiamato? No. Si dicono tante cose…”.

CORONAVIRUS – Sull’emergenza che sta coinvolgendo anche il calcio: “Ci è stato detto la stessa cosa che è stata detta a tutti. Ci sono persone che conoscono questo problema e che se ne occupano. Ci fidiamo di loro e dei loro consigli che mettiamo in pratica. Ci hanno detto le cose che si possono dire ai figli, di lavarsi le mani. L’impatto sul calcio? Questa situazione è molto negativa perché devi giocare a porte chiuse e a volte puoi vedere sospesa la gara. Non è chiaro cosa stia accadendo, non è bene per il nostro lavoro sapere che ci sono partite che possono essere rinviate come è successo in Francia o in Italia…”.

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