Rijeka, Valeri Bojinov: “So che in Serie A potrei essere ancora importante”

Rijeka, Valeri Bojinov: “So che in Serie A potrei essere ancora importante”

Le parole dell’attaccante Bulgaro dopo la firma con il club croato

di Redazione ITASportPress

A sedici anni dal suo esordio con la maglia del Lecce, Valeri Bojinov ha deciso di cogliere al volo l’opportunità che gli si è presentata e ha firmato un contratto di sei mesi con opzione per i prossimi due anni con il Rijeka. Ai microfoni di gianlucadimarzio.com, l’attaccante 31enne ha dichiarato: “Sono in formissima. Sono stato senza squadra per quattro mesi, ma mi sono allenato da solo tutti i giorni col mio preparatore. Ho una voglia feroce di aiutare questa squadra. Voglio vincere qui e tornare a giocare le coppe europee”.

Dopo l’esperienza a Losanna e nella serie B cinese ha dichiarato di non essersi mai pentito delle sue decisioni: “Non mi pento di nessuna scelta che ho fatto. Neanche della Cina. Il livello tecnico era basso, ma economicamente ho colto una grande occasione. Un professionista deve guardare anche a quello. Ogni esperienza mi ha aperto gli occhi, questa ancora di più”.

Bojinov ha parlato anche della Serie A e ha ricordato i suoi anni in Italia, dall’esordio con il Lecce all’esperienza con il Parma, passando per la Fiorentina e il breve periodo alla Juventus: “Guardando la serie A, mi rendo conto che potrei ancora essere importante. Il livello si è abbassato, la Nazionale è fuori dal Mondiale, eppure… In tanti, procuratori o dirigenti, mi hanno dato per finito. Io so che non è così. Vedo tanti giocatori di basso livello. Passo per uno che spacca gli spogliatoi, ma non è vero niente. Ho un carattere forte. Non credo sia un difetto. Pantaleo Corvino (colui che lo scoprì in un torneo di Malta, ndr.) mi convinse a seguirlo in Salento. Gli devo molto, ancora ci sentiamo. Zeman? Vide qualcosa in me e gli ho dato tutto. Anche un bacio a Roma dopo un gol, un evento irripetibile…Scherzi a parte, seguo sempre le sue squadre, è uno dei primi risultati che controllo. Mi ha spremuto come un limone, nel suo stile, ma mi ha reso un giocatore migliore. A Firenze sono stato accolto come un salvatore della patria. Forse sì, era troppo presto per lasciare Lecce. Sentivo una nostalgia immensa del Salento. A gennaio 2006 avrei dovuto trasferirmi all’Inter. Mancini mi voleva fortemente. Era tutto fatto. C’era un’ultima partita da giocare. Il presidente Andrea della Valle voleva che andassi in tribuna per non rischiare. Io volevo giocare: feci una scenata e usai parole sbagliate nei suoi confronti. L’esperienza alla Juve? Stupenda. Buffon, Del Piero, Nedved, un sogno. Con il Parma feci otto gol il primo anno. Mi sentivo rinato. Ancora oggi mi sento con Alessandro Lucarelli, un amico vero. Mi sarebbe piaciuto aiutarli a tornare in A”.

Adesso Bojinov è pronto per la sua nuova avventura con il Rijeka e ha dichiarato di non pensare ancora al momento in cui appenderà gli scarpini al chiodo: “Non penso ancora a quello che farò a fine carriera. Mi piacerebbe allenare, ma ancora c’è tempo. Ho scelto il 10, lo stesso che avevo a Lecce quando mi ha lanciato Zeman”.

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