Tottenham, Lamela: “Mio fratello è su una sedia a rotelle; ora so cos’è davvero importante”

L’attaccante argentino ha parlato dell’incidente del fratello: “Pochettino mi ha permesso di tornare a casa”

di Redazione ITASportPress

Era dicembre 2016 quando Erik Lamela ha ricevuto una di quelle telefonate che non si vorrebbe mai ricevere, una di quelle che gelano il sangue. Il fratello minore, Axel, che in quel periodo si trovava in Argentina aveva sbattuto la testa dopo un tuffo. La gravità dell’incidente è apparsa da subito molto seria: il giovane infatti non riusciva più a muoversi, era paralizzato ed è attualmente su una sedia a rotelle.

Durante un’intervista, l’attaccante ex Roma ha dichiarato che l’incidente del fratello ha cambiato il suo modo di vedere la vita. In quel periodo il 25enne era fuori per un problema all’anca e pensava di non riuscire più a scendere in campo e di non ritrovare più la forma, ma dopo il difficile momento affrontato dal fratello minore il suo punto di vista è cambiato: “Gli infortuni fanno parte del calcio, ma quello che ha affrontato mio fratello è diverso. Ringrazio Dio perché è riuscito a sopravvivere a questo incidente. Per alcuni mesi, non riusciva a muoversi. Ora sta lavorando giorno dopo giorno per tornare a una vita normale. I medici dicono che potrebbe essere in grado di camminare di nuovo, ma tutto dipende da come va la riabilitazione. Sarà un processo lento e abbiamo solo bisogno di molta pazienza. Ora è legato ad una sedia a rotelle. Axel ha 21 anni; cosa posso dire? Gli sono molto vicino e cerco di spingerlo a superare questa battaglia. È una di quelle cose che ti fa capire cosa è importante nella vita. Ti fa capire che la salute è molto più importante del calcio” ha dichiarato il giovane ai microfoni di The Guardian.

L’attaccante argentino ha inoltre ammesso che quella situazione era per lui molto difficile anche a causa della lontananza: sapeva che sarebbe dovuto tornare a casa per stare vicino alla famiglia e al fratello. Il tecnico del Tottenham, Mauricio Pochettino, aveva da subito compreso la preoccupazione e la volontà del giocatore e per questo gli ha permesso di tornare a casa. “Quando ho saputo la notizia, mi sono spaventato molto. Ero molto lontano da casa ed è stato davvero difficile per me. Grazie a Dio mio fratello è sopravvissuto. Mauricio, che è un grande uomo, mi ha permesso di tornare in Argentina per stare con lui. In realtà, ha fatto più di questo: è stato lui infatti a farmi avere quel biglietto per tornare a casa, così da poter essere al suo fianco”.

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