Turchia, giocatore squaificato a vita per propaganda anti-Erdogan

Deniz Naki, militante in terza divisione, condannato per separatismo curdo

di Redazione ITASportPress

Per un calciatore tedesco di origini turche che firma il contratto della vita, Mesut Özil con l’Arsenal, eccone un altro, assai meno famoso, che finisce in prigione.

Strana la vita e strano il calcio, ma intanto Deniz Naki, giocatore di origini curde che milita in terza divisione nell’Amedspor, squadra di Diyabrbakir, città proprio della zona popolata dall’etnia curda nel sud-est della Turchia, è stato squalificato a vita dalla Federcalcio del proprio paese, che gli ha inflitto anche una multa di 273.000 lire turche, pari a circa 60.000 euro.

Naki era scampato nelle scorse settimane a un agguato a colpi di pistola in Germania, e che per questo motivo non tornerà in Turchia, come fatto sapere dal legale del giocatore, ma è stato condannato per “propaganda ideologica” contro il presidente Erdogan e per “separatismo” curdo, reato compiuto tre anni e mezzo fa. Secondo la legge turca, però, come riporta Hurriyet, qualsiasi provvedimento disciplinare superiore a tre anni comporta la squalifica a vita.

Per il giocatore si tratta in realtà della seconda condanna in un anno, dopo che nel 2017, con pensa sospesa, era stato ritenuto colpevole di propaganda terroristica a favore del Pkk curdo.

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