Cosa insegna quest'altra estate di ricorsi e calendari con le X?
Che ci sono casi e casi ma anche che le esperienze passate non hanno insegnato molto.. Il caso del Lecco, creato solo dall’inspiegabile decisione della Lega Pro di spostare la finale play off, senza differire per la vincitrice i termini per l’iscrizione in B.., era facile da risolvere ed infatti è stato risolto dal Tar con una sentenza ineccepibile, a mio avviso. Certo però che nessuno risarcirà i danni, anche e soprattutto morali, subiti dal suo presidente il quale, per giunta, deve comunque ancora sottostare allo stress del prossimo definitivo grado di giudizio ( Consiglio di Stato del 29 agosto) non potendo neanche operare sul mercato a parità di condizioni con le altre concorrenti… Però questa vicenda del Lecco ha avuto un lato positivo.
Quale?
Il Lecco e il suo Presidente Di Nunno, del quale credo hanno tutti apprezzato il modo diretto e sincero di lottare contro una palese ingiustizia, hanno dimostrato che le proprietà italiane, con gestione quasi familiare e investimenti basati su conti personali, possono ancora funzionare anche meglio di quelle straniere. Contro le quali ovviamente non ho nulla da dire, con gli opportuni distinguo però: perché le proprietà straniere come quelle del Parma, del Palermo, del Catania, del Padova, sono una cosa mentre in altri luoghi non mi sembra che si navighi nell’oro…o comunque in mari tranquilli.
Brescia e Reggina invece?
Il caso della Reggina (con conseguente interesse del Brescia a rientrare dalla finestra in B dopo la pessima retrocessione) è diverso perché, a prescindere dal giudizio negativo del Tar, a mio avviso affonda le radici in ben più ampi e paludosi terreni che la Federazione dovrebbe bonificare una volta per tutte.
Ovvero?
Un personaggio come il penultimo presidente reggino Gallo, le cui società sono state indagate per anni dalla Guardia di Finanza con gli esiti che tutti conosciamo, non può resistere per così tanto nel mondo del calcio nonostante le tante spie colorate di rosso accese da tempo (anche e soprattutto dal sistema bancario), anzi non si dovrebbe neanche dovuto avvicinare. Oggi però tutti gli occhi sono puntati solo sulla gestione Saladini, ma Gallo e tutti i generali, per non dire direttori generali, che lo hanno assecondato nella sua gestione “accumula debiti” sono esenti da colpe? sono liberi di andare a fare ancora danni altrove o sbaglio? E poi non credo che in altri paesi europei esistano personaggi come Benedetto Mancini, che promettono di comprare, senza tirar fuori se non pochi spiccioli, società di calcio come il Catania, o da ultimo il Fano, per stare sulla cresta dell’onda e avere visibilità per settimane, per poi non formalizzare un bel nulla e scomparire dalla piazza di turno lasciando ancor più macerie .. Ogni anno in estate si sentono sempre gli stessi cognomi o sbaglio? Un articolo ad hoc delle tanto citate Noif che vieti ai vari signor Benedetto Mancini di fare altri danni non sarebbe il caso? Una commissione apposita che dia un parere dettagliato e articolato e poi un definitivo star bene ai cambi di proprietà dei club professionistici, seguendo il collaudato modello inglese, non sarebbe ora di pensarla e insediarla?
Il calcio è ancora tanto malato quindi?
Ma no, questo è un luogo comune. Il calcio è bellissimo ma popolato, come tutti i settori, da personaggi che pensano di essere furbi e fare i propri interessi danneggiando chi opera correttamente e con vera passione. Ogni tanto il calcio si prende un raffreddore, un influenza. Basta la cura giusta e si elimina subito il virus. Se si vuole guarire però, perché a volte ho la sensazione che qualcuno si compiace di essere malato.
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